Gianfranco Fini: dimissioni spontanee impossibili

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presidente della camera fini

Gianfranco Fini non lascera’ mai spontaneamente la sua poltrona di Presidente della Camera: dopo lo scontro tra i finiani e il Popolo della Liberta‘, Umberto Bossi e Silvio Berlusconi avevano in mente di chiedere le sue dimissioni. Se aspettano, pero’, che sia lui stesso, in prima persona, a rassegnarle, possono dormire sonni tranquilli: Gianfranco Fini, secondo le parole del portavoce del Presidente della Camera, rese pubbliche tramite una nota ufficiale, non si dimettera’ mai spontaneamente dal ruolo che gli e’ stato assegnato.

Secondo il portavoce di Gianfranco Fini, il Presidente della Camera non ha intenzione di lasciare il suo posto al fine di marcare la differenza tra lui e Silvio Berlusconi o semplicemente per far rimanere uniti i suoi fedelissimi. L’ex leader di Alleanza Nazionale, infatti, va avanti, nonostante nei giorni scorsi La Stampa, quotidiano di Torino, avesse parlato di dimissioni spontanee. Una tentazione nella quale Fini non cadra’ assolutamente.

La ricostruzione e i relativi virgolettati attribuiti al presidente della Camera sono frutto unicamente della fantasia del suo autore“, ha affermato il portavoce di Gianfranco Fini, riferendosi al pezzo de La Stampa nel quale si sottolineava che il presidente sarebbe tentato da questa scelta.

Anche il deputato Benedetto Della Vedova, di Futuro e Liberta‘, interviene in merito: “Se Gianfranco Fini dovesse lasciare la Presidenza della Camera per fare il leader di un movimento politico sarebbe tutto di guadagnato“. Cosa fare Gianfranco Fini?

Fonte | Corriere

Lun 27/09/2010 da Patrizia Chimera

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Assunta 27 settembre 2010 18:39
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Purtroppo ciò che il neo partito di Fini lascia intravedere nel futuro è una casa a Montecarlo ! Per quanto riguarda la libertà spero che essa non vada confusa con l’ambizione di conservare i poteri personali e i privilegi propri dei leader dei piccoli partiti ,che da sempre esercitano veti e impongono condizioni politiche lontane dalle reali necessità del paese ed estranee ai bisogni della gente.

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