Genova: ultrà pagati per creare incidenti durante Italia – Serbia

  • Commenta
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

Nuova svolta durante le indagini sugli ultrà che hanno causato i disordini durante la partita Italia – Serbia, partita valida per le qualificazioni agli Europei 2012. La partita, che si svolgeva allo stadio Marassi di Genova, è stata più volte interrotta fino ad essere sospesa a causa del comportamento violento di alcuni tifosi ultras della Serbia, che hanno rotto le reti di protezione, lanciando petardi e oggetti sul campo di gioco. Nonostante i vari tentativi di riprendere la partita, la Federazione Calcio ha ritenuto più prudente sospenderla, anche perchè allo stadio erano presenti numerose famiglie con bambini.

Il giornale “Politika” di Belgrado rivela che dietro gli atti di violenza allo stadio Marassi ci sarebbero due boss latitanti, che avrebbero tutti gli interessi a scatenare disordini in Serbia. Uno dei due boss si interesserebbe al traffico di cocaina e al riciclaggio, mentre l’altro sarebbe dedito all’assassinio e alle rapine.

I due boss mafiosi avrebbero pagati 200mila euro a ben 60 ultrà serbi (alcuni dei quali sono già stati arrestati) per creare violenza, disordine e panico allo stadio di Genova. Questo spiegherebbe dove i tifosi serbi avrebbero trovato le armi che alla fine hanno causato la sospensione della partita Italia – Serbia.

Dopo la sospensione della partita, che verrà probabilmente attribuita a tavolino all’Italia per 3-0, parte del governo serbo si era scusato con l’Italia, mentre una parte aveva attribuito alle forze dell’ordine italiane la colpa di non aver bloccato l’ingresso allo stadio dei tifosi violenti. Il finanziamento degli ultrà da parte di boss serbi getta però una nuova luce sull’intera faccenda.

Fonte | Repubblica

Dom 17/10/2010 da Manuela Chimera in

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento