Genova: nuova ordinanza contro le squillo

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prostituta genova

Il sindaco di Genova ha emesso una nuova ordinanza contro le prostitute: norme e multe severe sono previste sia per le lucciole, sia per i clienti. Ma andiamo con ordine. Negli ultimi tempi l’aumento della prostituzione per strada nel capoluogo ligure ha assunto livelli tali da compromettere la sicurezza del traffico della città. E il primo cittadino ha deciso di emettere un’ordinanza, che avrà valore legale fra 15 giorni, per cercare di porre un freno alla situazione, tramite multe pagate sia dalle prostitute che dal cliente. Ci si chiede come reagiranno le lucciole di Genova, che già in passato avevano protestato con manifestazioni in piazza per la proposta di far diventare la prostituzione un reato. Ma che fine faranno i soldi derivanti da queste sanzioni?

L’assessore alla sicurezza Francesco Scidone dice che: “Il 100% dei proventi dalle multe (150 euro per le prostitute, 200 per il cliente) finanzieranno un progetto del Comune contro la tratta e lo sfruttamento delle prostitute”.

L’ordinanza prevede una multa per la prostituta che effettui un “saluto allusivo” (150 euro), ma anche una sanzione per il cliente che si ferma a contrattare il prezzo della prestazione (200 euro) o che intralcia il traffico cittadino, compiendo manovre azzardate per fermarsi a parlare con una lucciola (200 euro).

Il sindaco Marta Vincenzi sostiene che la sua ordinanza anti-prostituzione non ha nulla a che fare con la morale, ma si tratta solo di garantire la vivibilità delle strade di Genova, riducendo il rischio di incidenti stradali.
Già in passato Mara Carfagna aveva proposto che la prostituzione per strada diventasse reato (Legge Carfagna), il capolouogo ligure ha solo fatto un passo in più in questa direzione.

Fonte | Repubblica

Gio 28/10/2010 da Manuela Chimera in ,

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Mario 30 ottobre 2010 06:30
Subtract karmaAdd karma

È costituzionale proibire a un qualsiasi essere umano di salutarne un altro o di rivolgergli la parola? Non viola i più basilari diritti umani? Lo si può fare solo per alcune categorie di persone senza che vi sia una discriminazione? Non succedeva nella Germania nazista con gli ebrei o in sudafrica con l’appartheid? Premesso che prostituirsi non è reato, come si ottiene la prova che vi sia un pagamento per la prestazione sessuale? Come si ottiene la prova che un soggetto si prostituisce? Come si ottiene la prova che vi sia una prestazione sessuale? Ma la domanda più importante è: L’Italia è ancora uno stato di Diritto? Se la risposta è no allora le altre domande possono essere ignorate. Tutti coloro che ricoprendo cariche pubbliche emanano ordinanze, leggi, decreti che di fatto violano diritti fondamentali dell’umanità come quello di aprola e di relazione e sono gravemente discriminatori nei confronti di alcune categorie andrebbero deferiti alla magistratuira per attentato alla costituzione.

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