Gaspare Spatuzza: il pentito mafioso parla di Silvio Berlusconi
Gaspare Patuzza parla al Processo d’Appello che riguarda Marcello Dell’Utri, accusato di concorso in associazione mafiosa. Dietro due paraventi, protetto dagli agenti di polizia, interviene il pentito di mafia, che già in passato ha parlato di Silvio Berlusconi e dei suoi presunti legami con Cosa Nostra. Nella nostra galleria di immagini potete vedere alcuni scatti dal processo, mentre qui di seguito potrete leggere ciò che Gaspare Patuzza ha detto in aula.
“Ho fatto parte dagli anni Ottanta al Duemila di un’associazione terroristico-mafiosa denominata Cosa Nostra. Dico terroristica per quello che mi consta personalmente, perché dopo gli attentati di via D’Amelio e Capaci, ci siamo spinti oltre, come l’attentato al dottor Costanzo e quello a Firenze dove morì la piccola Nadia“.
Gaspare Patuzza racconta che prima degli attentati del 1993 spedì cinque lettere, alcune indirizzate a delle testate giornalistiche: il mittente era il boss Giuseppe Graviano. “Il fatto che prima di fare un attentato mi dicessero di informare qualcuno con delle lettere è un’anomalia che mi ha fatto capire che c’era qualcosa sul versante politico“.
I primi riferimenti a Silvio Berlusconi spuntano nei ricordi del 1994, in un discorso con Giuseppe Gravian: “disse che avevamo chiuso tutto e ottenuto quello che cercavamo grazie alla serietà delle persone che avevano portato avanti quella storia e non come quei quattro “crasti” socialisti che avevano preso i voti nel 1988 e 1989 e poi ci avevano fatto la guerra. Mi vennero fatti due nomi tra cui quello di Berlusconi. Io chiesi se era quello di Canale 5 e mi disse: sì. C’era pure un altro nostro paesano. Graviano disse che grazie alla serietà di queste persone ci avevano messo il paese nelle mani“.
Marcello Dell’Utri, in una pausa del processo, ha dichiarato che la mafia è interessata a far cadere un governo che combatte i clan: “Sono dati oggettivi, c’è stato il massimo dei latitanti catturati, il massimo dei beni sequestrati, il massimo delle pene severe contro i condannati per mafia. Spatuzza è un pentito della mafia, non dell’antimafia. Ma io sono sereno. L’unica cosa che è incredibile e assurda è che mi sento come a teatro dove c’è un protagonista ‘povero Marcello’ ma non sono io, è un altro. Di fronte a queste accuse una persona normale o impazzisce o si spara. Io non sono normale, e non mi sparo“.
Immagini prese da:
www.corriere.it.
Fonte | Corriere
Ven 04/12/2009 da Patrizia Chimera in Mafia, Processo








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