Il Garante blocca Le iene: è giusto?

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Le iene

Ieri sera chi si è sintonizzato su Italia1 per vedere il tanto atteso servizio sull’uso di droga da parte dei nostri parlamentari sarà rimasto deluso: il filmato non è andato in onda. Ma non per colpa delle Iene. Bensì a causa del Garante della Privacy, che ha deciso di bloccare la messa in onda del servizio in cui 50 onorevoli venivano sottoposti a loro insaputa ad un test per capire chi facesse uso di droghe. Nonostante non si vedessero volti e le voci fossero camuffate, il garante ha parlato di violazione di alcuni dati sensibili.

Ma come ci può essere violazione della privacy se il soggetto in questione è impossibile da riconoscere? Il papà delle Iene, Davide Parenti, è indignato: “Andiamo in onda da dieci anni rispettando la privacy di tutti, perfino dei guaritori filippini e dei ladri di motorini, figuriamoci quella dei deputati”. A molti questo stop del Garante pare illegittimo. E i politici cosa ne pensano?

Pierferdinando Casini aveva parlato del filmato come di una “pessima trovata pubblicitaria”. Di parere opposto Daniele Capezzone, che ha addirittura fatto i complimenti alle Iene e poi ha aggiunto: .”Rispetto molto il garante, ma chiedo di liberare e dissequestrare le Iene”. Alessandra Mussolini grida allo scandalo: “Siamo al regime. La censura su una inchiesta giornalistica è grave e la denuncerò al Parlamento europeo”. Più concreto Ignazio La Russa: “Condanno fermamente la censura, ma visto che noi deputati abbiamo molti privilegi e qualche obbligo, magari spiacevole, invito i 50 tamponati a firmare la liberatoria per far sapere se è vero che hanno assunto sostanze stupefacenti. Abbiamo il coraggio delle loro azioni”. E voi cosa ne pensate?

Mer 11/10/2006 da Patrizia Chimera

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Alex 11 ottobre 2006 09:40
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ciao sei in prima pagina su http://www.wikio.it!!!!

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11 ottobre 2006 18:07
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Il garante non è molto obiettivo!
Io sono dell’idea che i nostri “dipendenti” (li paghiamo noi tutti) che si drogano dovrebbero essere licenziati, come farebbe lo Stato con un dipendente pubblico che si droga!

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