Franco Marini: la carriera politica del capo del governo provvisorio
- Foto
- Franco Marini
Dopo la caduta del Governo Prodi, a seguito della crisi con il partito di Clemente Mastella, Giorgio Napolitano, in seguito alle consultazioni con tutti i gruppi politici italiani, ha preso la sua decisione: il governo provvisorio, in attesa delle riforme che servono all’Italia, è stato affidato a Franco Marini.
Franco Marini è sulla scena politica già da molto tempo: attualmente, nel governo Prodi era il Presidente del Senato. E vista la sua carriera politica, c’è chi ironizza sul fatto che la sua collezione di ruoli nella politica ormai è completa, con la nomina a Premier. Seppure temporaneo. Ma qual è stata la carriera politica di Franco Marini? Scopriamola insieme…
- La carriera da sindacalista.
La carriera politica di Franco Marini, 74enne, dopo la laurea in giurisprudenza (non ha mai esercitato la sua professione!) e il servizio militare nel corpo degli alpini (lui orgogliosamente dichiara di essere ancora, sempre e comunque un alpino), comincia con il sindacato. Il primo lavoro lo svolse nell’ufficio contratti e vertenze della Cisl. Dopo molti anni di esperienza all’interno del sindacato, Giulio Pastore lo accolse nella Cassa per il Mezzogiorno.Nel 1965 divenne segretario generale della Federazione dei Dipendenti Pubblici e ben presto assunse un ruolo molto importante all’interno del sindacato, tanto da diventare negli anni Settanta vicesegretario. La nomina a Segretario Generale è arrivata nel 1985.
- La carriera politica.
Franco Marini ha iniziato la sua carriera politica con l’adesione al Partito Socialista Democratico Italiano: con questa composizione politica nel 1979 divenne deputato europeo. Ma dal 1950 è iscritto al partito di Democrazia Cristiana. Nel 1991, quando è morto Carlo Donat Cattin ha preso il comando della corrente politica Forze Nuove, all’interno di Democrazia Cristiana. Nello stesso anno, ma ad aprile, diventò segretario del sindacato al governo e ministro del lavoro e della previdenza sociale all’interno del settimo governo di Giulio Andreotti.
Nel 1992 venne candidato per la prima volta dal suo partito, nelle elezioni politiche: a livello nazionale fu il primo tra gli eletti e venne scelto come responsabile organizzativo.
Democrazia Cristiana
Nel 1994 favorì la formazione del Partito Popolare Italiano, sulle ceneri della Democrazia Cristiana, diventandone poi segretario nel 1997, dopo Gerardo Bianco. La sua politica all’interno dell’Ulivo prevedeva la separazione dei partiti all’interno dell’unione, contrariamente a quanto pensava Romano Prodi, che voleva un Ulivo più unito tra i diversi partiti che ne facevano parte.
Nel 1999 venne eletto al Parlamento Europeo. In quell’anno lasciò la sua carica di segretario del partito e dopo la caduta del governo Prodi ebbe un ruolo molto importante, anche se rifiutò a lungo il ruolo politico che invece ha scelto il 30 gennaio 2008 (la caduta del governo Prodi in quell’occasione venne attribuita all’uscita di Rifondazione Comunista, ma si dice anche per un complotto ordito da Massimo D’Alema e lo stesso Franco Marini).
Successivamente, nelle elezioni politiche del 2001, fu uno dei promotori dell’ingresso della Margherita nella coalizione di sinistra. L’anno seguente divenne responsabile organizzativo dello stesso partito.
Finita l’era della Margherita, Franco Marini è considerato uno dei promotori e dei sostenitori più ferventi della nascita del Partito Democratico: nel 2005, contrapponendosi nuovamente a Romano Prodi, sostenne con forza l’idea di Francesco Rutelli di far presentare da solo il partito della Margherita al proporzionale.
- Governo Prodi.
Durante le elezioni politiche del 2006 Prodi, Franco Marini venne eletto come senatore. Successivamente venne scelto come possibile candidato alla presidenza del Senato, insieme a Giulio Andreotti. Il 29 aprile del 2006 venne eletto Presidente del Senato del governo Prodi, con 165 voti a favore, dopo tre scrutini di cui uno annullato.
Franco Marini al Senato
Ecco il suo discorso quando si è insediato al Senato: “Sarò il presidente di tutto il Senato e in un dialogo fermo e mai abbandonato sarò il presidente di tutti voi con grande attenzione e rispetto per le prerogative della maggioranza e per quelle dell’opposizione come deve essere in una vera democrazia bipolare, che io credo di aver modestamente contribuito, anche con il mio apporto, a realizzare nel nostro Paese“.
- Caduta del governo Prodi.
Dopo la caduta del governo di centrosinistra di Romano Prodi, da molte forze politiche venne considerato come una risposta ai problemi dell’Italia. Giorgio Napoletano, infatti, lo ha scelto come nuovo Presidente del Consiglio, in modo temporaneo, per poter far votare le riforme necessarie per il nostro paese.Ecco il discorso di Franco Marini: “Ringrazio il presidente per la fiducia. So che si tratta di un impegno gravoso perché nelle attese dei nostri cittadini c’è un’attenzione forte alla modifica della legge elettorale. Il mio imopegno cercherà di stare nei tempi più brevi possibile. Naturalmente, essendo il lavoro gravoso, c’è bisogno di farlo seriamente. Vi ringrazio e metterò in questo compito tutta la mia attenzione“.

Cisl
Fonte | Wikipedia
Ven 01/02/2008 da Redazione in Franco Marini, Partito Democratico, Senato













