Quando finiranno gli attacchi ai nostri soldati?

Ancora attentati in Iraq. Ancora un attacco al nostro contingente. Ancora un morto. L’attentato è avvenuto a pochi chilometri da Nassiriya: una bomba è esplosa al passaggio di un convoglio. Probabilmente si tratta di un rudimentale ordigno telecomandato a distanza. Alessandro Pibiri, 25 anni, di Cagliari, non ce l’ha fatta, ed è morto sul colpo. Altri quattro militari sono rimasti feriti. Luca Daga, uno dei soldati feriti, sarebbe gravissimo e, come per gli altri italiani, anche per lui la prognosi rimane riservata.
E l’Italia intera si prepara a piangere un altro soldato morto in una missione di pace. Finirà mai? Entro giugno il nostro contingente d’istanza in Iraq dovrebbe essere ridotto di 1.600 unità e, entro la fine dell’anno, tutto l’esercito italiano dovrebbe rientrare in patria. Il condizionale è d’obbligo. Il governo iracheno più volte ha chiesto al nostro di rimanere per difendere la popolazione civile. Ma il nuovo governo è deciso più che mai a portar via i nostri soldati da quell’inferno. Anche se, così, facendo si fa il gioco dei terroristi. E’ una scelta dura e difficile: come sarà duro e difficile vedere un altro straziante funerale di un nostro connazionale ucciso dai terroristi.
Mar 06/06/2006 da Patrizia Chimera






