Fight club non è solo un film

Durante il giorno sono lavoratori, padri e fidanzati normali. La sera si trasformano in combattenti senza pietà di un club segreto. Vi ricorda la trama del film con Brad Pitt e Ed Norton “Fight Club”? Se avete pensato a quella pellicola avete indovinato. Peccato che non si tratti solamente di finzione. Questo particolare sport, se così si può chiamare la pratica di un gruppo di persone che si picchiano violentemente in uno scantinato, ha preso piede anche nella vita reale. Nei garage di Menlo Park c’è veramente della gente che si prende a pugni, a calci o colpisce l’avversario con vari oggetti di uso casalingo, come racchette da tennis o padelle.
David Fincher, regista di “Fight Club”, aveva già raccontato questa particolare passione americana. I lottatori solitamente sono impiegati, perlopiù laureati, che, arrivata la sera, smettono i panni dei colletti bianchi e indossano quelli dei lottatori estremi. Alcuni dicono che lo fanno per combattere lo stress e la monotonia quotidiana; altri lo fanno per il puro divertimento di menar le mani senza regole. Il fenomeno però sta dilagando anche fuori dell’area in cui è nato. Sempre più ragazzini lo vogliono praticare. Le autorità sono dovute intervenire più volte, soprattutto nel New Jersey, per fermare queste lotte.
Ma come mai la stampa sta parlando del vero “Fight Club“? Come ne è venuta a conoscenza? Nel film una delle prime regole del club, dopo “Non esiste il Fight Club”, era proprio “Nessuno deve venire mai a conoscenza del Fight Club”, lottatori esclusi, si intende. E allora come è venuta a galla la notizia? Qualcuno avrà fatto la spia. O semplicemente in America il fenomeno è talmente diffuso che tenerlo nascosto era troppo difficile. Solo nella finzione si poteva riuscire a tener segreto un club del genere.
Mer 31/05/2006 da Patrizia Chimera in Fight Club, Film






