Fiat: produzione in Serbia, con i sindacati italiani non si puo’ lavorare

La Fiat trasferisce la sua produzione all’estero. Sergio Marchionne torna a parlare del difficile rapporto tra il gruppo automobilistico torinese e i sindacati italiani, sottolineando che e’ gia’ pronto un investimento da un miliardo di euro per la Serbia: 400 milioni arrivano dalla Bei, 250 dal governo di Belgrado e il resto lo mettera’ la Fiat. Il nuovo stabilimento del Lingotto in Serbia sara’ pronto a partire immediatamente e si occupera’ di produrre L0, un monovolume che andra’ a sostituire la Multipla e l’Idea, attualmente realizzate presso lo stabilimento torinese di Mirafiori.
“Se non ci fosse stato il problema Pomigliano la L0 l’avremmo prodotta in Italia“, queste le parole di Sergio Marchionne in merito alla questione della produzione del nuovo veicolo del gruppo torinese. E a chi si chiede cosa si fara’ allora nello stabilimento di Mirafiori, lui risponde che qui si fara’ altro, il Cda e’ ancora impegnato a pensarci.
La nuova fabbrica serba del gruppo automobilistico torinese sorgera’ nella citta’ di Kragujevac. Il Lingotto produrra’ qui la sua nuova automobile per dei motivi che lo stesso Marchionne spiega: “Ci fosse stata serietĂ da parte del sindacato, il riconoscimento dell’importanza del progetto, del lavoro che stiamo facendo e degli obiettivi da raggiungere con la certezza che abbiamo in Serbia la L0 l’avremmo prodotta a Mirafiori. Fiat non può assumere rischi non necessari in merito ai suoi progetti sugli impianti italiani: dobbiamo essere in grado di produrre macchine senza incorrere in interruzioni dell’attivitĂ “.
Il trasferimento della produzione in Serbia potrebbe dunque essere una diretta conseguenza di quello che e’ accaduto a Pomigliano d’Arco nei giorni scorsi: qui verranno stanziati 700 milioni di euro e se il progetto non funzionera’, sono pronte altre alternative, ma non in Italia, bensi’ dove, afferma Marchionne, il gruppo sara’ messo nelle condizioni di essere competitivo.
Fonte | Repubblica
Gio 22/07/2010 da Patrizia Chimera in Fiat, Serbia, Sergio Marchionne, Sindacati












