Fiat di Pomigliano: sindacati e dirigenti discutono sul futuro degli operai

Sindacati e dirigenti della Fiat al tavolo per discutere del futuro degli operai dello stabilimento di Pomigliano. La Fiom, infatti, sta discutendo sul futuro di questa fabbrica, al centro di un dibattito davvero molto acceso, tra i suoi operai e la Fiat. L’ultimatum dato dal gruppo (o si permette di raggiungere gli stessi obiettivi in Italia oppure l’azienda andrà a produrre altrove) non è piaciuto ad alcune firme sindacali. Ed il dibattito continua, sempre più acceso, in questi giorni: giorni delicati per tutti gli operai che non sanno molto del loro futuro.
Epifani, della Cgil, è chiaro nella sua posizione: “Marchionne ci ripensi: non contrapponga lavoro a diritti. Pomigliano non può diventare una fabbrica-caserma. E il “piano B” sarebbe anche una sua sconfitta“.
Il sindacato chiede che si realizzi al più presto l’investimento previsto per lo stabilimento Fiat di Pomigliano: da anni i sindacati, insieme agli operai alla chiesa, alle istituzioni locali, si battono affinchè i 15mila posti di lavoro vengano mantenuti, così come quelli dell’indotto. Altrimenti sarebbe un disastro per il territorio.
Sergio Marchionne, invece, si dice deluso per l’accordo non raggiunto con le organizzazioni sindacali. “Il nostro obiettivo principale è quello di raggiungere un giusto livello di efficienza con il consenso di tutti“, queste le parole dell’Amministratore Delegato del Lingotto, in merito al piano strategico per il rilancio di Pomigliano d’Arco.
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loravesuviana.files.wordpress.com.
Fonte | Repubblica
Mar 15/06/2010 da Patrizia Chimera in Fiat, Sindacati












