Fiat di Pomigliano: dopo il referendum, Sergio Marchionne ha dei dubbi

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Sergio Marchionne Fiat

Sergio Marchionne ora ha dei dubbi. Dopo il voto degli operai dello stabilimento Fiat di Pomigliano d’Arco, che ha visto una maggioranza, non netta, ma pari al 60 per cento, di tute blu che hanno votato per il si’, il numero uno della casa automobilistica torinese sta ripensando il piano proposto, con i finanziamenti per trasferire la produzione della nuova Panda dalla Polonia in Italia, proprio nel napoletano. Dal Lingotto ci arrivano delle indiscrezioni che gettano una nuova luce sul futuro dello stabilimento: pare che la Fiat si aspettasse una percentuale di si’ vicina all’80 per cento. Il 60 per cento non basta?

Dopo il voto del referendum che si e’ svolto presso lo stabilimento di Pomigliano d’Arco, la Fiat starebbe pensando a cosa fare: potrebbe anche decidere di non investire nell’industria campana ed evitare il trasferimento della produzione nel nostro paese. Un futuro davvero incerto per le tante tute blu che si sono recate alle urne per scegliere il proprio destino.

Maurizio Sacconi, il Ministero del Lavoro, non vuole nemmeno pensare ad un’eventualita’ del genere: “Non voglio nemmeno ipotizzare che Fiat cambi idea“, ha affermato, aggiungendo poi: “Non ho parlato direttamente con Marchionne, ho sentito l’azienda dopo l’esito e sono fiducioso sugli investimenti su Pomigliano“. Il ministro ha aggiunto che al momento non e’ previsto nessun incontro.

Raffaele Bonanni, il segretario della Cisl, e’ intervenuto in merito alla situazione di Pomigliano D’Arco, affermando che il Lingotto deve rispettare gli impegni e gli accordi presi in precedenza. Lui si rifiuta di credere che Marchionne non rispettera’ i patti, ma se dovesse accadere il sindacato continuera’ a lottare. Anche Luigi Angeletti, della Uil, e’ convinto che la Fiat confermera’ quanto detto, mentre Giorgio Airaudo, segretario della Fiom-Cgil, ha detto: “Temo che la Fiat a Pomigliano si sia incartata e abbia fatto un referendum su se stessa“.

Immagine da:
complessita.files.wordpress.com.

Fonte | Corriere

Mer 23/06/2010 da Patrizia Chimera in ,

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Michel 23 giugno 2010 12:31
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Salve, sono un italiano che vive vicino a Tychy, in Polonia:
INVITO LA FIAT A NON LASCIARE LA POLONIA, QUI TUTTI HANNO VOGLIA DI LAVORARE. NON ESISTE LA CGLCOMUNISTA (QUESTO PARTITO DEI FANNULLONI NON ESISTE QUI…)
ASCOLTATEMI, AIUTATE CHI HA VERAMENTE BISOGNO E VOGLIA DI LAVORARE!
michbarin@gmail.com

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Peter 23 giugno 2010 14:44
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“Preferisci continuare a lavorare perdendo tutti i tuoi diritti o rimanere per strada senza sapere cosa dar da mangiare ai tuoi figli?”

Referendum illegittimo.

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24 giugno 2010 07:44
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PARLI DEI DIRITTI DI PRENDERE LO STIPENDIO SENZA Lavorare ? A Pomigliano il 30% fa il furbo, come la maggior parte dei terroni: il pane lo si deve guadagnare, non RUBARE !

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23 giugno 2010 19:16
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Per me è stato Lorenzo Cialfi

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