Fiat Cassino: le tute blu rifiutano il “modello Mirafiori”
Le tute blu dello stabilimento della Fiat Cassino rifiutano il “modello Mirafiori”. Il progetto è stato accolto da un silenzio gelido da parte degli operai, che dichiarano: “Siamo pronti alla sfida che ci lancia Marchionne”. Maurizio Landini, segretario della Fiom, promette una serrata battaglia per quanto riguarda la riorganizzazione della Fiat da parte di Marchionne, che ben presto toccherà anche allo stabilimento di Frusinate. Dal canto loro gli operai stanno organizzando un maxi sciopero per il 28 gennaio, che vedrà coinvolti tutti i metalmeccanici del Lazio.
Ha così dichiarato Landini: “Abbiamo discusso con i lavoratori di Cassino il fatto che è necessario respingere questo disegno basato sulla competizione che riduce diritti e contratti. Siamo convinti che in questo modo non ci sarà futuro per la produzione dell’auto nel nostro paese”.
Le proteste arrivano soprattutto da parte degli operai addetti alle catene di montaggio, su cui pesano di più quei dieci minuti di pausa tolti dal nuovo accordo. Compagnoni ha definito la Fiat Cassino come “Uno stabilimento che lavora a metà delle sue potenzialità ”: non basta la produzione della Giulietta o le visite di Renata Polverini o di John Elkann per risollevarne le sorti.
Sia la Fiom che Renata Polverini sperano in un accordo diverso da quello siglato per Fiat Mirafiori. Compagnoni aggiunge poi che: “Il sistema Fiat riguarda 13mila operai considerato l’indotto. Cambiare il contratto, i ritmi di lavoro allo stabilimento di Cassino in deroga al contratto nazionale metalmeccanico, significa influenzare ritmi e organizzazione di un’altra miriade di aziende. E questo è sinceramente assurdo”.
Fonte | Corriere
Mer 19/01/2011 da Manuela Chimera in Fiat, Sergio Marchionne


















