Festa del 2 giugno: Roberto Maroni si difende dalle accuse

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Roberto Maroni

Roberto Maroni si difende dalle accuse. Ieri lo sfogo di Giorgio Napolitano, visibilmente irritato per l’assenza della Lega Nord alla parata di Roma per le celebrazioni del 2 giugno, Festa della Repubblica. Presenti nel palco solamente tre esponenti del Carroccio, ma nessun pezzo grosso. Lamentele riguardo la loro assenza sono arrivate anche dall’opposizione, mentre Silvio Berlusconi ha parlato di polemiche strumentali, dal momento che nemmeno Pierluigi Bersani era presente alla parata. Oggi a parlare è il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il principale accusato: ecco come si difende dalle accuse.

È un polverone inesistente per riempire le pagine dei giornali“, con queste parole Roberto Maroni ha replicato alle polemiche per la sua assenza alla parata del 2 giugno. Il Ministro si trova oggi a Lussemburgo, in occasione della riunione del Consiglio Giustizia ed Affari Interni e da lì ha voluto rispondere a quanti non avevano digerito la sua presenza alla parata.

Roberto Maroni si dice sorpreso di tutta questa polemiche, dal momento che sono almeno dieci anni che non va a Roma (gli ultimi tre da ministro): “e anche i dieci precedenti ho sempre festeggiato la festa della Repubblica nella mia città, Varese“. Quanto all’assenza degli altri ministri leghisti, Maroni ricorda che non c’era neanche Tremonti, ma c’erano altre persone. Una polemica inutile, dunque.

Oltre a questa polemica, c’è chi lamentava proprio il fatto che alla festa di Varese, dove il ministro era presente, non è stato suonato l’Inno di Mameli. L’orchestra ha suonato “La Gatta” di Gino Paoli, Andrea Bocelli e altre canzoni italiane degli anni Cinquanta. Dalla platea qualcuno ha chiesto che fosse intonato Fratelli d’Italia, ma nessuno li ha accontenati: dalle accuse, gli organizzatori si difendono, affermando che l’inno non era previsto dal cerimoniale.

Immagine presa da:
www.lsdmagazine.com.

Fonte | Corriere

Gio 03/06/2010 da Patrizia Chimera in ,

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