Fbi: agenti beccati a copiare con dei bigliettini al test dell’anti-terrorismo

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Fbi test

Alcuni agenti dell’Fbi sono stati beccati a copiare durante un test: è quanto emerge da un rapporto del Dipartimento di Giustizia americano che rivela che 20.000 funzionari dell’importante agenzia federale durante il test finale, fatto dopo un corso di aggiornamento, sono ricorsi ai più elementari stratagemmi, tipo i biglietti, per poter copiare le risposte corrette. La cosa però più strana è che durante il test erano stati autorizzati a consultare appunti o documenti. Ora rischiano importanti e severe azioni disciplinari.

Ecco i fatti: tra il maggio del 2009 e il gennaio 2010, 20.000 agenti dell’Fbi hanno dovuto sostenere un test dopo aver frequentato un corso di aggiornamento sulle nuove regole dell’antiterrorismo. Il test computerizzato comprendeva 51 domande e durante lo svolgimento gli agenti erano autorizzati a consultare gli appunti e i documenti dati loro durante le 16 ore di corso; nonostante ciò però molti di loro hanno imbrogliato spudoratamente. I dubbi agli esaminatori sono venuti quando all’incirca 200 candidati hanno consegnato il test compilato dopo solo 20 minuti dall’inizio, quando invece sarebbero occorse all’incirca due ore per concluderlo. Sono così partite le prime indagini durante le quali si è scoperto che 22 di questi avrebbero barato con dei banali bigliettini.

In un altro ufficio, invece, gli agenti avrebbero approfittato di una falla nel sistema del computer per rintracciare le risposte corrette. La cosa più grave, come ha fatto notare l’Fbi stesso, è che però la 51° domanda chiedeva agli agenti “di giurare” di aver usato solo gli appunti e i documenti permessi: molti agenti hanno quindi mentito. Il direttore dell’Fbi, Robert Mueller, si è dichiarato deluso dall’atteggiamento di questi agenti e il Dipartimento di Giustizia allargherà l’indagine per scoprire eventuali nuovi brogli e verranno messe in atto severe azioni disciplinari. Tra le “vittime” illustri anche Joseph Persichini: il capo dell’ufficio di Washington nel 2009 era ricorso al prepensionamento ma ora, dopo la diffusione di questo rapporto, è emerso che così facendo ha evitato un’azione disciplinare proprio perché anche lui ha barato ai test.

Fonte | Corriere della Sera

Mer 29/09/2010 da Eleonora Gionchi in

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