Far scrivere “Sono deficiente” all’allievo come punizione è legale

Vi ricordate la storia di quella maestra di Palermo che per punire un suo allievo, che aveva trattato in malo modo un compagno, lo aveva obbligato a scrivere 100 volte su un quaderno “sono deficiente”? Quella maestra è finita davanti ad un giudice, perchè i genitori del ragazzino, che non sapeva neanche la grammatica di quella parola, l’avevano denunciata. Ma il giudice ha deciso di assolverla.
“Sono sollevata. E’ finito un incubo. Ho solo agito nell’interesse dei ragazzi. Non solo della vittima dell’atto di bullismo, ma anche dell’alunno punito perchè capisse la gravità di quanto fatto e maturasse, e degli altri compagni perchè comprendessero il senso della solidarietà che li deve legare. E il giudice lo ha capito”. Queste le prime parole della maestra, dopo la giusta sentenza del giudice.
La maestra è stata assolta perchè, in realtà , il fatto non sussiste. La donna ha agito per “far ragionare l’alunno”: e questo si capisce anche dalle testimonianze degli altri alunni.
Fonte | Rainews24
Gio 28/06/2007 da Patrizia Chimera in Bullismo, Scuola, Sentenza, Violenza







