Far la cavia conviene

L’Agenzia italiana del Farmaco ne è convinta: chi si sottopone alle sperimentazioni di nuovi farmaci viene curato meglio rispetto ai “pazienti normali‿. I medici lo seguono con più attenzione, i dottori sono sempre gli stessi e se poi la cura si rivela giusta, la cavia è il primo a poterne beneficiare. In Italia ogni anno sono più di 10mila le persone che si sottopongono a questi esperimenti. Il popolo dei pionieri delle nuove medicine è immenso: per partecipare basta consultare il sito dell’Osservatorio Nazionale delle sperimentazioni.
L’Italia sta in questi anni recuperando anni di arretratezza nel campo delle sperimentazioni. E chi è titubante sulla rischiosità che questi esperimenti possono avere, l’Agenzia tranquillizza: gli effetti collaterali si verificano, ma vengono tenuti sotto controllo e monitorati costantemente. Nessun rischio quindi: secondo l’Agenzia c’è solo da guadagnare a fare le cavie. Se ne sono convinti loro, perché dubitare?







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Commenti (3)
Come si fa a prevedere prima tutti i possibili effetti collaterali? Se li si conoscesse non ci sarebbe bisogno di sperimentare. Con che coraggio asseriscono che sia tutto sicuro?
Se quelli dell’Agenzia Italiana del Farmaco possono fare tali affermazioni nel corso di un test della verità messo a punto dai ricercatori del Templi University Hosphital di Filadelfia… Perchè no?