Facebook: “Uccidiamo Berlusconi”, gruppo di minacce al premier
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- Uccidiamo Berlusconi
“Uccidiamo Berlusconi” e’ un nuovo gruppo di Facebook, che, come si capisce dal nome, prende di mira il Premier italiano. Le affermazioni contenute all’interno di queste pagine sono sotto indagine dalla Procura di Roma, che parla di un’ipotesi di reato per minacce gravi.
Da qualche giorno, infatti, la polizia postale sta monitorando il social network piu’ utilizzato della rete, per capire se, all’interno dei gruppi nati contro Silvio Berlusconi, ci siano affermazioni tali da poter parlare di reato di istigazione a delinquere. Un lavoro non del tutto facile. Perche’ per lo piu’ si tratta di opinioni, che non sono perseguibili, a meno che non rientrino in quelle punibili dalla legge Mancino, che pero’ condanna solamente l’apologia del fascismo e le discriminazioni razziali. In questo caso, tuttavia, si potrebbe intervenire, per istigazione a delinquere.
“Uccidiamo Berlusconi” puo’ contare gia’ su 14mila iscritti. Nato nel settembre del 2008, pare che in questi giorni sia passata a nuova amministrazione. Ecco cosa leggiamo: “Oggi in data 12 ottobre 2009 prendo la direzione del gruppo abbandonato dalla precedente amministrazione e non potendone cambiare il nome dichiaro questo un gruppo di affermazioni bizzarre. Personalmente non voglio uccidere nessuno, non voglio incitare nessuno a violare la legge“. Parole che arrivano proprio dopo alcune dichiarazioni forti da parte di esponenti politici.
Il primo a parlare e’ stato Alfano, ministro della Giustizia: “La magistratura faccia il proprio dovere indagando, perseguendo e trovando coloro i quali inneggiando all’odio e all’omicidio commettono un reato penale. C’è un tema grande di sicurezza che riguarda la persona del presidente del Consiglio e io ho posto questa questione nel corso del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto al Viminale“. Anche Dario Franceschini chiede la chiusura del gruppo: “Quel gruppo va chiuso, ma non c’entra nulla con lo scontro politico. Sono forme demenziali che vanno condannate“.
Ma eliminare le pagine potrebbe essere un problema. Ma la procedura e’ abbastanza lunga; Facebook, infatti, e’ legato ad un server di Palo Alto, in California. L’Italia, tramite il magistrato, piu’ chiedere la chiusura delle pagine, ma non puo’ intervenire direttamente. E se le pagine venissero tolte senza una richiesta di sequestro preventivo, tutti i dati degli utenti che hanno creato il gruppo andrebbero persi. E non si potrebbe risalire al nome.
Cosa succedera’ a questo gruppo e a tutti gli altri presenti su Facebook? Voi cosa ne pensate: va tolto oppure no?
Immagini prese da:
www.corriere.it.
Fonte | Facebook
Gio 22/10/2009 da Patrizia Chimera in Gaffe Silvio Berlusconi, Tribunale









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