Facebook e internet: la proposta di Roberto Maroni

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Foto: Facebook Minacce

All’indomani dell’aggressione ai danni di Silvio Berlusconi, Facebook e la rete sono stati messi sotto accusa. Molti i gruppi sul social network, ma anche i siti internet, che parlano di violenza. E non solo nei confronti del Presidente del Consiglio. Da piu’ parti si erano levate voci a favore di una regolamentazione piu’ severa della comunicazione in rete: c’era chi temeva addirittura la censura e chi, invece, proponeva semplicemente di applicare le regole che gia’ esistono, come Pierferdinando Casini, che suggeriva di dare piu’ sostegno alla Polizia Postale, che ogni giorno lavora per controllare la rete, preservando gli utenti. Roberto Maroni, oggi, interviene per spiegare la posizione del governo.

Roberto Maroni specifica che non verranno create leggi speciali, ne’ tantomeno creati reati speciali. E non ci sara’ la censura. “Stiamo pensando a strumenti che permettano alla magistratura di intervenire per decidere se sul web si compie un reato e per rimuovere gli effetti del reato“.

Oggi la magistratura può trovare il colpevole ma non può intervenire. Quindi stiamo pensando a norme ma non a nuovi reati perché anche sul web la magistratura applichi il codice penale che c’è“. Il ministro spera in una collaborazione tra le parti in Parlamento, proponendo un disegno di legge e non un decreto: “Se il Parlamento garantisce una corsia preferenziale non ho alcuna obiezione al disegno di legge che in questo caso potrebbe contenere più misure, mentre un decreto, ogni decreto, deve essere specifico“.

Penso a un gruppo di lavoro permanente, con Viminale, Sviluppo economico, ma anche operatori e gestori di servizi magari per giungere ad un codice di autodisciplina, come quello per la pubblicità“.

In merito alla stretta sul web, interviene anche Franco Bernabe’, ad Telecom: la rete “è il regno della libertà e non della costrizione“. Per questo motivo, “costringere la Rete dentro un vincolo di tipo giuridico penso sia una contraddizione in termini, significa non sapere cosa è Internet e cosa è la sua evoluzione“.

Immagini prese da:
static.sky.it
www.adnkronos.com
notizie.tiscali.it
www.camelotdestraideale.it
www.tomshw.it
img11.imageshack.us
.

Fonte | Corriere

Gio 17/12/2009 da Patrizia Chimera in ,

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1900 17 dicembre 2009 17:49
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lla polizia postale faccia pure il suo lavoro, ma la libertà di espressione deve rimanere tale, untimamente i politici italiani nn si comportano più da politici ma da starlette del cinema, e i media li seguono a ruota dando spazio a cosa le pare e a gonfiare le notizie, qualche mese fa mentre i media portavano titoloni per quei deficienti e maleducati ragazzini che distruggevano i licei, nn hanno dato risalto ad un gruppetto di studenti che avvicinati da uno spacciatore sotto la scuola, lo hanno mandato a spigolare e poi lo hanno segnalato ai carabinieri che erano nelle vicinanze; ma forse questo era un gesto troppo bello per poterlo portare ad esempio e lodare questi ragazzi; meglio trattare da eroi quelli che in fondo sono solo delle M….senza la minima civiltà. Provate a seguire i telegiornali delle tv straniere, chi conosce la lingua si accorgerà che in italia nn vengono date nemmeno notizie che ci riguardano. (almeno nn tutte)quindi la censura la fa l’intelligenza che a quanto pare manca a parecchi in questo bel popolo.

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