Facebook: critica il posto di lavoro, viene licenziata

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Foto: Facebook Sito

Facebook e’ davvero un gran bel sito per mantenere i contatti con persone lontane. Ma bisogna fare davvero molta attenzione a quello che si scrive, perche’ tutti possono leggere quello che ci passa per la testa. Lo sa bene Kimberley Swann, una ragazza di 16 anni, che ha criticato il suo lavoro dalle pagine di Facebook. Ed e’ stata licenziata.

Kimberley Swann lavorava da tre mesi per la Ivell Marketing and Logistics, una societa’ di logistica. Questa giovane inglese, sulla sua bacheca di Facebook, aveva definito “noioso” il suo lavoro. Ma il datore ha mille occhi e con la tecnologia ed internet tenere sotto controllo i dipendenti e’ un gioco da ragazzi.

E infatti Kimberley Swann e’ stata licenziata. Ecco cosa diceva la lettera di licenziamento: “In seguito al commento da Lei postato su FB a proposito del Suo impiego, e preso atto della Sua insoddisfazione, l’Azienda ha deciso di interrompere il rapporto di lavoro con effetto immediato“. La giovane non poteva crederci e si e’ difesa dicendo che nel messaggio non aveva scritto il nome del datore di lavoro. Ma secondo quest’ultimo postare qualcosa su Facebook e come scrivere qualcosa sulla bacheca aziendale alla quale tutti possono accedere. E tali commenti non garantivano l’armonia sul posto di lavoro che lui voleva creare.

Occhio dunque a quello che scrivete su Facebook!

Immagini prese da:
ilnuovomondodigalatea.wordpress.com
current.com
www.zeusnews.it
blog.libero.it
.

Fonte | Corriere

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Pubblica commento
Giuseppe Scalise 1 marzo 2009 17:37
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Oddio, diciamo che licenziarla è stato un provvedimento preso assai drasticamente, però di sicuro una bella strigliata pubblica, magari in presenza di tutti gli altri suoi colleghi di lavoro e degli altri “superiori” non le avrebbe sicuramente fatto male anzi, magari prima di rifare un cosa del genere ci penserĂ  su almeno 10 volte prima….

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Mario 2 marzo 2009 15:21
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Assurdo! Un conto è parlare male della propria azienda, un conto è non essere soddisfatti del proprio lavoro. A tutti coloro che resistono: http://resistenzaumana.it

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