Enzo Bearzot morto: immagini del funerale, il saluto dei ragazzi dell’82

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Foto: Funerali di Enzo Bearzot

Questa mattina si è tenuto a Milano il funerale di Enzo Bearzot: i ragazzi del Mondiale del 1982 sono venuti a rendergli l’estremo omaggio. La cerimonia funebre si è tenuta nella chiesa di Santa Maria al Paradiso, nel quartiere Vigentino di Milano. C’erano quasi tutti i ragazzi della squadra che 28 anni fa vinse il mondiale di Spagna: Dino Zoff, Antonio Cabrini, Franco Baresi, Beppe Bergomi, Alessandro Altobelli, Paolo Rossi, Bruno Conti, Marco Tardelli, Fulvio Collovati, Giampiero Marini e Gabriele Oriali. A loro si sono poi aggiunti Ciccio Graziani, Antognoni e Vierchwood, oltre che a Giancarlo Abete, presidente della Figc e a Cesare Maldini.

Una cerimonia semplice quella che ha accompagnato Enzo Bearzot nel luogo del suo ultimo riposo. La sua morte, avvenuta due giorni fa all’età di 83 anni, ha lasciato un segno profondo nel mondo del calcio. Bearzot verrà seppellito a Paderno D’Adda, il paese di orgine della moglie Luisa. Durante la cerimonia funebre il parroco ha detto: “È una celebrazione semplice, familiare, come sarebbe piaciuta ad Enzo. Le celebrazioni le lasciamo alle colonne dei giornali, qui ricordiamo l’uomo, il marito sposato per 63 anni, il padre, il maestro, l’amico”.

Ma Bearzot rivive nel ricordo dei calciatori che ha allenato. Beppe Bergomi ha dichiarato che: “Bearzot mi ha insegnato ad avere rispetto per gli avversari”, ricordando un episodio in cui il ct lo redarguì per aver esultato eccessivamente di un suo gol nei confronti di una squadra destinata alla retrocessione. Gli disse che c’era modo e modo di esultare, che la squadra avversaria merita sempre il tuo rispetto. Parole commosse anche da parte di Ciccio Graziani e Paolo Rossi, che deve la sua carriera proprio a Bearzot: “Solo un uomo come lui avrebbe ancora creduto nelle mie capacità e avrebbe insistito come ha fatto lui. Poi è stato fortemente ripagato, ma è a lui che devo gran parte dei miei successi sportivi. Era una persona straordinaria, unica e non riesco a trovare nessuno con le sue caratteristiche. Un uomo di una semplicità e di una bontà unica pur nella sua rudezza. Era protettivo con noi come lo sarebbe stato un padre e sono sicuro che il rivederci qui tutti riuniti oggi per lui gli avrebbe fatto un immenso piacere”.

Parla poi Dino Zoff, capitano della mitica squadra che nel 1982 ci ha regalato il Mondiale di Spagna: una persona straordinaria, di cui conserva un ricordo soprattutto come un uomo “che si può considerare davvero tale”. Quando il feretro di Enzo Bearzot è uscito dalla chiesa, al termine della cerimonia funebre, è stato portato a spalla proprio dai suoi ragazzi: Dino Zoff e Bruno Conti in testa, poi Paolo Rossi, Beppe Baresi, Antonio Cabrini, Marco Tardelli, Cesare Maldini e infine Fulvio Collovati.

Fonte | Corriere

Gio 23/12/2010 da Manuela Chimera in ,

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23 dicembre 2010 12:59
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Ciao grande Vecio, ci mancherai. Grazie a te l’Italia ha vissuto una splendida estate rimasta nel cuore di molti. Il calcio non sarà una cosa seria, ma a volte basta poco a unire le persone!

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