Emergenza rifiuti di Napoli: il documentario Biutiful Cauntri

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Foto : Biutiful Cauntri

Le immagini che vedete nella nostra galleria di immagini, purtroppo, siamo abituati a vederle tutti i giorni nei telegiornali e ci raccontano l’emergenza rifiuti di Napoli. Ma le fotografie che potete vedere sono molto di più: fanno parte di un documentario girato proprio tra l’immondizia che sta sommergendo la regione Campania che vuole mostrare al mondo intero com’è la situazione da quelle parti. Ecco le immagini di “Biutiful Cauntri“.

Il documentario Biutiful Cauntri , scritto in italiano ma con la pronuncia all’inglese, racconta il nostro nel paese. E’ stato scritto e diretto da Esmeralda Calabria, da Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero di Legambiente ed è stato presentato al Festival di Torino. Nel film che dura 83 minuti lo spettatore viene catapultato nella realtà che i napoletani vivono tutti i giorni. Ogni argomento viene trattato, nessuno escluso.

E poi un affondo del regista che spiega perchè è stato fatto: “i nostri registi, e non solo quelli di documentari, dovrebbero provare a raccontare un po’ di più“. Un documentario per raccontare…e informare!

Fonte | Repubblica

Mar 04/03/2008 da Patrizia Chimera in ,

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Francy 4 marzo 2008 11:34
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mi sono già pronunciata su questo argomento e il mio pensiero resta sempre lo stesso: ANZICHE’ GIRARE DOCUMENTARI E DARE FUOCO AI RIFIUTI PER STRADA, CHE SI RIMBOCCASSERO LE MANICHE E SI METTESSERO A LAVORARE!
aspettare aiuti esterni è solo una perdita di tempo!strano che i napoletani, dopo ANNI che la situazione è stabile, non se ne siano ancora accorti…

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Nordista 4 marzo 2008 14:32
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infatti che comincino a lavorare e a pagare le tasse come al nord anzichè fare sempre le vittime!!!

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Simona 4 marzo 2008 14:50
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tranquillo nordista, che noi meridionali le tasse le paghiamo esattamente come voi. Chissà, magari anche con qualche evasione in meno..

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Simona 4 marzo 2008 14:52
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ah, e quanto al lavoro, senza le braccia del sud voi lassù non sareste altro che pareti senza pavimento, sappilo

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Francy 4 marzo 2008 15:54
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BOOM!
simona, dai…non esagerare!

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Simona 4 marzo 2008 17:35
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e perchè, scusa? Sono stufa di sentire queste sciocche recriminazioni, per una volta mi sarà perdonato il fatto che sia una meridionale ad assumere atteggiamenti razzistici. Se non altro, per par condicio.
Ps. e comunque la metafora della parete e il pavimento non è poi così campata in aria

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Letterio Iannello Lillo e il Principe della Risata 4 marzo 2008 18:42
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Ah ah ah ah!
“cauntry” non è la pronuncia inglese del corrispettivo termine italiano, caso mai è la pronuncia napoletana del corrispettivo termine inglese! Ah ah ah ah!

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Francy 5 marzo 2008 11:56
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a me dispiace essere fraintesa…
il mio “METTETEVI A LAVORARE!” non è un’offesa, ma un INCORAGGIAMENTO a non aspettare aiuti CHE NON ARRIVERANNO MAI perchè L’ITALIA FA SCHIFO, quindi secondo me vi converrebbe arrangiarvi!
quindi la mia frase è da leggere così:”dai! coraggio! impegnatevi e fate vedere alle istituzioni e a chi vi da’ dei fannulloni che avete le palle per rimettere in piedi DA SOLI una città che sta cadendo sempre più in basso”!!!!!!!!!!!!!
a me sembra un ragionamento OVVIO! il paese è distrutto. chiedo aiuto allo stato. non mi aiuta? ok. mi arrangio.
poi, se per te (e per tanti altri) è più comodo leggerla come un’offesa allora questo è un altro paio di maniche… ;)
ciao! :)

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Simona 5 marzo 2008 14:14
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Ok, ricominciamo: io sono meridionale, non sono direttamente coinvolta con i problemi di Napoli e ho una visione tutta relativa del mondo.
Ergo ciò che non mi sta bene non è tanto l’invito a rimboccarsi le maniche che è del tutto valido, ma il fatto che venga rivolto a Napoli nella sua totalità come se fosse scontato che i napoletani non stanno facendo altro che lamentarsi. Capisco che i media stiano valorizzando solo l’aspetto lassista dei cittadini, ma ritengo anche che un adulto dovrebbe, per dovere civico, porsi con un certo atteggiamento critico nei confronti della comunicazione massmediatica, proprio perchè spesso e volentieri offre una visione assai limitata e parziale della realtà. il fatto poi, che questa generalizzazione venga estesa dal presunto “nordista” all’intero meridione mi ha dato non poco fastidio, è un atteggiamento chiaramente razzista; ed io sono disposta a soprassedere fino a un certo punto, altrimenti che lo possiedo a fare un senso critico? Quindi se tu pensi che io abbia reagito al tuo intervento come soluzione di comodo, vorrei disilluderti, è una provocazione che rispondeva ad un’altra provocazione, un esempio di quanto possano dar fastidio delle critiche generalizzate; e considera che non è nemmeno la prima volta che vengono rivolte in maniera così gratuita, anche se è la prima volta che ho deciso di rispondervi. Spero che questo intervento sia servito a far chiarezza, in ogni caso non dev’esser letto come atto d’accusa nei tuoi confronti ma solo come ragion d’essere dei miei precedenti commenti; ciao ciao
:)

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Achille della Ragione 11 marzo 2008 00:00
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Biutiful cauntri, un colpo allo stomaco necessario
Finalmente nelle sale, dopo la menzione speciale al Film festival di Torino, Biutiful cauntri inchioda per 73 minuti alla sedia lo spettatore bombardandolo con un fiume di immagini incredibili, che purtroppo sono vere e di una tristezza infinita. Dopo la proiezione molti escono con le lacrime agli occhi e con una gran rabbia in corpo contro i politici corrotti, la camorra onnipotente ed i poteri forti, una miscela puteolente che ha ridotto la Campania ad una discarica infinita afflitta da 6 milioni di tonnellate tra ecoballe e spazzatura nelle strade, oltre alla bomba ecologica di 1200 discariche abusive dove è stato scaricato di tutto inclusi i rifiuti nucleari.
Le immagini che scorrono impietose non fanno dormire la notte e ci restituiscono un’umanità di contadini e di pastori ridotti a livello di bestie bastonate ed umiliate, mentre miriadi di pecore ammalate vanno incontro allo sterminio ed i prodotti agricoli sono avvelenati dalla diossina.
Purtroppo del film sono state approntate solo 20 pellicole ed a Napoli, capitale della monnezza, lo si può vedere solo in una sala minore di un cinema secondario.
Uno scandalo che grida vendetta e che mortifica il lavoro dei giovani registi Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggero.
Il film dovrebbe essere proiettato in tutte le scuole per scuotere un’opinione pubblica che ancora non si è resa conto delle dimensioni del dramma vissuto dalle popolazioni campane, paragonabile per impatto ambientale al disastro di Chernobyl.
Nell’attesa, certamente vana, che le istituzioni recepiscano questa istanza, sarebbe auspicabile contare sulla sensibilità dei presidi che possono rivolgersi alla produzione disposta, senza compenso, a che il film venga posto all’attenzione delle nuove generazioni.
Achille della Ragione

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