Emergenza rifiuti a Napoli: la municipalizzata aumenta gli stipendi. Polemica tra De Magistris e PD

A Napoli continua la guerra intestina al Centro-Sinistra e, quindi, la partita non è più fra valori di sinistra e valori di destra, questi ultimi ormai completamente messi da parte nella capitale del mezzogiorno, quanto fra nuova e vecchia politica. Fra Luigi De Magistris e tutti gli altri. Quando, alla fine di gennaio 2011, ridivenne evidente l’emergenza rifiuti, il Sindaco Rosa Russo Iervolino si limitò ad accusare il Governo per i tagli previsti dalla Finanziaria agli enti locali. Ma, intanto, il Consiglio d’Amministrazione di NapoliServizi, azienda interamente di proprietà del Comune addetta al mantenimento del decoro urbano, aumentava indisturbata lo stipendio dei suoi dirigenti per un totale di 1,7 milioni di euro. Ma ora Gigi ‘a manetta, come viene chiamato forse con un alito di speranza De Magistris, non ci sta più.
All’uscita di Palazzo San Giacomo, Luigi de Magistris ha infatti voluto chiarire: “Basta cricche e cricchette, tutti a casa, e da subito. Il consiglio di amministrazione deve considerarsi azzerato”.
Il destino di NapoliServizi è, quindi, quello di essere inglobato con Asìa, la municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti. “Perché – aggiunge Tommaso Sodano, vicesindaco e assessore all’Ambiente – sostenere che nulla c’entra con il ciclo dei rifiuti equivale a nascondersi dietro a una foglia di fico”.
Il problema, però, è che la società partecipata del Comune è da sempre considerata territorio del Partito Democratico e la nuova giunta comunale voleva evitare un rigoroso spoil system, per evitare di compromettere i rapporti politici con quelli che nel resto d’Italia sono gli alleati dell’Italia dei Valori. “Ma davanti a fatti come questo – conclude Sodano – ti cascano le braccia”.
Lun 19/09/2011 da Fabrizio Capecelatro in Napoli












