Eluana Englaro: stop all’alimentazione artificiale per la ragazza in coma

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Tutti vi ricorderete la storia di Eluana Englaro, quella ragazza in coma da 16 anni, tenuta in vita in stato vegetativo permamente grazie ad un trattamento di alimentazione e di idrazione forzato. Il padre ha sempre chiesto che questa storia abbia fine. Ed oggi il Corte d’Appello ha stabilito che questo trattamento puo’ essere interrotto.

Questa sentenza della Corte d’Appello riapre la difficile discussione sull’eutanasia e sulla decisione di interrompere, per i malati terminali, le cure. Dopo il caso di Piergiorgio Welby, ora il caso di Eluana Englaro potrebbe reinfiammare il dibattito. Il padre ha cosi’ commentato la sentenza: “Sento semplicemente che posso liberare la creatura più splendida che abbia avuto modo di conoscere“.

Fonte | Reuters

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Gio81
Gio81 9 luglio 2008 18:57
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finalmente! finalmente, per una volta, nonostante l’oppressione di Chiesa e soci-simil-pensanti, è stato possibile per una persona, in Italia, scegliere di porre fine ad un’esistenza ormai inutile e faticosa (è brutto da dire ma è così)… io capisco che ci si possa opporre per questioni di principio all’eutanasia ma, almeno in un caso come questo, dove la povera Eluana è rimasta 16 ANNI in STATO VEGETATIVO PERMANENTE, oggettivamente bisogna ammettere che questa non è più vita. già trovo avvilente che non si possano staccare le “macchine principali” in modo da concludere presto il tutto, ma che si debba staccare la macchina dell’alimentazione artificiale, facendola, in soldoni, morire di fame… dimmi te se devo far morire mia figlia di fame piuttosto che in maniera più tranquilla…
se poi uno per vita intende anche stare a letto come un vegetale per anni e anni e, se mai un giorno, risvegliarsi essendo cmq un’ameba ben venga! nessuno gli dice di no… ognuno ha le sue idee, basta che idee di persone così non impediscano agli altri di scegliere cosa fare della propria vita…
perchè, se alla decisione, presa prima di finire in coma, di non vivere da vegetale, si aggiunge che gli amici e parenti sono d’accordo una persona non può scegliere di morire?
come sempre probabilmente sono io che non capisco: se a tanti non va bene ok! loro non lo facciano! ma perchè bisogna andare ad impedirlo a chi la pensa diversamente? per obbligarli ad andare all’estero (in quei paesi(tanti) dove si può) sentendosi sporchi, sentendosi fuori legge? per obbligarli a gesti estremi come dar fuoco ad un proprio caro o tentare di ucciderlo barbaramente per non vederlo ancorato a macchine e letto? 15 anni di coma vegetativo non bastano a dire che uno è morto?
sembra quasi, secondo chi è contrario all’eutanasia (Chiesa in primis: “Dio ti dà la vita e non puoi togliertela…” provate voi a vivere 15 anni in stato vegetativo o come parenti di una persona in stato vegetativo e poi ne riparliamo, ipocriti!), che uno si diverta, che non ci pensi al fatto che sta uccidendo un suo caro… ma avete idea di quanto possa averci pensato il padre e la famiglia di Eluana? di quante notti passate a non dormire, a dire “si, no, si, no”? per chi è contrario sembra che l’eutanasia sia diventata un hobby, un modo per sbarazzarsi di chi non si vuole più, una cosa tranquilla, quasi senza pensiero…
e cmq, perchè mai una persona non può decidere della propria vita?
ps. scusate la lunghezza…

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Lucia Gabriella Lorusso 14 febbraio 2009 18:42
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Permettimi, a distanza di alcuni giorni dalla fine di Eluana, di dissentire sulla tua opinione; primo perchè non credo assolutamente che la Chiesa si sia intromessa, obbligando a chiunque di agire in proposito, ma ha fatto ciò che secondo i criteri Cristiani bisognava fare: intervenire in modo più sensato, riflettendo sul “valore” della vita umana.
Non si è tratato di un oggetto o di un animale, ma di una persona che non ha mai espresso alcun desiderio circa la propria esistenza, anche se il padre ha sostenuto il contrario. Non si può decidere di indurre alla morte nessuno senza che da sè possa intervenire e decidere. Addirittura , penso che nessuno abbia il potere di escludere una ripresa durante uno stato di coma, seppure definito “permanente”. Infatti i medici non hanno mai fatto alcuna dichiarazione che assicurasse che la vita di Eluana dovesse restare com’era per sempre. Il nostro cervello è ancora poco conosciuto e la scienza non avrebbe mai potuto essere l’unico elemento su cui basare una sentenza, che per questo, non lo è mai stata, bensì è stato semplicemente un decreto a cui ci si poteva facilmente opporre, se solo ci si fosse mossi in tempo.
E’ una grande presunzione dire di conoscere ciò che un malato sente nell’attimo della sua sofferenza; nè si può decidere di fermarla attraverso metodi come quello che è stato deciso per Eluana. La “vergona ” è di considerare un essere vivente e pensante come qualcuno che è incapace di attendere alle nostre prospettive, soltanto perchè non può. Allora chi è più malato? Il malato vero oppure chi è in perfetta salute e decide della vita altrui, come si faceva al tempo dei greci, quando i bambini malformi si buttavano giù da una rupe? Quanta dignità c’è in questo? Io ritengo meno di niente! E ripeto…povera Eluana, vittima delle decisioni altrui!!! Non ha potuto esprimere la propria opinione! E seppure avesse scelto di morire, nessno avrebbe dovuta aiutarla a farlo! Questo per etica e giustizia verso chi ha un valore maggiore rispetto alle persone sane, cioè il “malato”, bisognoso, a mio avviso, solo di moltissimo affetto! Eluana è morta sola, senza che nessuno le avesse stretto la mano. Quindi anche nel momento del suo trapasso, non c’è stata carità, nè un pizzico di umanità!! Spero che questa non diventi una routine. Spero che venga erogata subito una legge che vieti questi fatti abominevoli. E’ tutto. Mi dispiace per coloro che non arrivano a pensare che la vita è un dono preziossissimo e che non la si può gettare via come si vuole…Gabry

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Predator87 14 febbraio 2009 21:28
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Se il padre e la madre sono persone “altrui”…
Di certo non sarai tu e la tua dottrina cattolica a impormi di rimanere in vita, penso il padre conoscesse la figlia meglio di chiunque altro, invece di preoccuparvi di fatti che non vi riguardano, pensate a tanta altra gente che muore sola, proprio mentre gli integralisti protestavano con i loro striscioni “per la vita” è morto l’ottavo barbone del 2009, è morto solo come un cane dove eravate???…siete solo ipocriti.

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Francy
Francy 9 luglio 2008 20:13
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hai già detto tutto gio.
non mi resta che ribadire un sonoro “FINALMENTE” per la liberazione della povera anima di Eluana, e un “VERGOGNA” a quella chiesa che continuamente manifesta la propria ipocrisia e chiusura mentale.

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Sabrina 10 luglio 2008 10:22
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dopo il commeno di giò e di francy mi ripeterei e basta al loro commento… finalmente quella creatura e i suoi cari verranno liberati da questa situazione infernale ed io sono contenta per loro che finalmente non solo mentalmente potranno celebrare il funerale di eluana e potranno piangere questa ragazza da morta e non da vegetale in quella situazione di dispiacere immenso in cui non si è ne vivi ne morti è stato terribile e sono passati anche troppi anni…

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Ucle 10 luglio 2008 14:57
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“Condivido le dichiarazioni di Monsignor Fisichella sul caso Eluana Englaro e sono straziata dal dolore del padre , ma i medici italiani dovrebbero prendere atto che il coma e’ uno stato di vita in una sorta di limbo , di cui le porte di uscita equivalono a quelle per uscire dal labirinto.Trovare il filo di Arianna e’ un imperativo etico taumaturgico su cui rafforzare l’attenzione e la ricerca. Eluana non merita atti di rinuncia della scienza e sentenze dettate dalla solidarieta’ per la pena verso il tutore. Dovrebbero gli Stati mobilitare tutti protocolli e metodiche per la ricerca sul delicatissimo computer del cervello in stato di limbo. Eluana va difesa anche da chi per eccesso d’amore … crede di fare la cosa giusta per lei.”
Prof Yasmin von Hohenstaufen
Presidente Cristianesmo Vivente

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13 luglio 2008 20:58
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La chiesa non obbliga, perchè il Signore non obbliga nessuno a seguire le sue regole. Non siamo padroni della Vita nostra e specialmente della Vita di nessuno. Il Signore da la Vita e da la Morte, solo Lui può farlo. La chiesa interviene per il bene dell’umanità. ELUANA DEVE VIVERE. L’uomo non può togliere il dono di Dio: LA VITA. Noi siamo fatti per la Vita, non per la Morte.

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17 febbraio 2009 15:23
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IO non sarei padrone della mia vita ma stiamo scherzando?? La Chiesa interviene per il bene dell’umanità?? Hahahah!! Ha fatto più morti la tua Chiesa che Hitler, Stalin, la bomba atomica e Rambo messi insieme! Ma per favore….. Credi pure nelle favolette che ti raccontano ma almeno abbi la decenza di tenere per te queste stupidaggini che sono un insulto alla nostra storia.. E prima di esclamare “ELUANA DEVE VIVERE” perchè me l’ha detto Gesù Cristo, pensa se in quelle condizioni ci fosse stato un tuo caro.. O tu stesso.. Quando ci avrai riflettuto abbastanza e avrai deciso con la TUA testa, allora si può iniziare a parlarne..

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FABIO 14 luglio 2008 01:09
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PER EMETTERE LA SENTENZA DI CONDANNA A MORTE DI ELUANA, prima si ha da acquisire la CAPACITA’ COGNITIVA, la conoscenza la coscenza – DELLA VITA trascorsa nello stato di COMA- DURANTE LO STATO DI COMA SI VEDE SI ASCOLTA , SI HANNO EMOZIONI, si SUBISCONO VIOLENZE, dalle quali, si subisce e basta…. tanto non sente non capisce, non ha coscienza- IL TUTORE, suo padre se non vuole ELUANA , revochi il mandato al GIUDICE TUTELARE, e sia altri ad essere tutori. E’ tempo di finirla, per i propri comodi , definire, chi si trova in coma, non ha coscenza cosepovolezza de mondo che lo circonda , per il sol fatto di non poter comunicare, o meglio gli altri non comprendono la nostra comunicazione del nostro disagio dolore o piacere. Leggetevi questo artiolo apparso ieri, su questo caso esiste anche un sito internet http://www.salvatorecrisafulli.it
«Salvatore Crisafulli sentiva, ma nessuno lo capiva»
La testimonianza di Pietro Crisafulli: suo fratello è rimasto in coma per oltre due anni Per i sanitari non sentiva più nulla, invece …

Salvatore Crisafulli è tornato a soffrire alla notizia del decreto della Corte d’Appello di Milano che permette di interrompere ali­mentazione e idratazione a Eluana Englaro. Sente ancora vivo il ricor­do di quando lui stesso si trovava in stato vegetativo e nessun medico voleva credere che si sarebbe ripreso: «Lo davano per spacciato – rac­conta il fratello Pietro – ma noi familiari vedevamo che piangeva, a­vevamo il sospetto che potesse ca­pire, ma venivamo regolarmente ca­tegoricamente disillusi dai medici. Ma quando si è svegliato, Salvatore ha potuto rivelare che sentiva tutto, e che poteva solo piangere per farsi capire».

Il caso di Salvatore venne alla ribal­ta mentre il mondo assisteva impo­tente alla vicenda di Terri Schiavo, la donna statunitense in stato vegeta­tivo che nel 2005 fu lasciata morire dopo una serie di ricorsi giudiziari. «Salvatore conosceva la vicenda per­ché vedeva i notiziari televisivi – continua il fratello Pietro –. Era in stato vegetativo dal settembre 2003, dopo un incidente stradale quando aveva 38 anni. E tutti i medici ci di­cevano che non c’era nulla da fare, persino i luminari da cui lo abbiamo fatto visitare (anche all’estero) era­no concordi. Ricordo in particolare un viaggio in Aus****, da cui evidentemente Salvatore si attendeva mol­to: quando il professore stabilì che non avrebbe avuto più di 3-4 anni di vita, non solo pianse, ma cominciò a star male, gli venne la febbre».

Tuttavia passata l’emozione del ca­so Terri, i riflettori tornarono a spegnersi. «Non ce la facevamo più a reggere l’angoscia e la solitudine in cui come famiglia eravamo abban­donati – racconta ancora Pietro Cri­safulli –. Fu allora che per protesta­re dissi che gli avrei “staccato la spi­na” se non avessimo trovato aiuto. Sono parole di cui poi mi sono pen­tito, ma per capire bisogna cono­scere il grado di disperazione cui possono giungere i familiari di que­ste persone » . Tuttavia qualcosa si mosse: «L’allora ministro della Salute Francesco Storace si attivò e tro­vammo un ricovero in una struttu­ra attrezzata per una vera riabilita­zione. E per tre mesi Salvatore ot­tenne quell’assitenza che nessuno gli aveva mai dato prima: lì col tem­po hanno capito che era cosciente e nell’ottobre è uscito dal coma».

Iniziava un nuovo percorso, aperto alla speranza anche se ancora difficoltoso: «Per i primi 18 mesi l’assi­stenza è stata buona, poi è andata scemando, tra intoppi burocratici e carenze di fondi. Ma Salvatore con­tinua a migliorare: ora muove an­che le spalle e le dita dei piedi. E so­prattutto può comunicare». Al mat­tino, quando è più fresco, «riesce a parlare con la sua voce. Nel pome­riggio, di solito, utilizza due diffe­renti sistemi elettronici per trasmetterci il suo pensiero. Adesso per esempio sta scrivendo un comunicato proprio sul caso di Eluana». Un caso che non può non colpire chi è passato attraverso un percorso a­nalogo: «Parlando di Terri Schiavo, Salvatore ci ha detto che si rendeva conto di essere in una situazione simile ».
Ora Salvatore «ha una voglia di vi­vere incredibile, ha fiducia di poter migliorare ancora – aggiunge Pietro Crisafulli –. Stiamo preparando un viaggio in Florida, perché abbiamo saputo che c’è una terapia iperbari­ca che potrebbe fargli recuperare un 30% delle sue capacità. Dobbiamo sempre avere fiducia nelle possibi­lità della scienza medica nel futu­ro ».

Dalla vicenda del fratello, Pietro Crisafulli ha ormai tratto molta esperienza:
«Conosco 837 casi di per­sone in stato vegetativo, credo di po­ter affermare che almeno 350 di questi sono in grado di capire quel che succede loro intorno ma non riescono a comunicare in alcun mo­do. Proprio oggi (ieri, ndr) so che un uomo di 36 anni, in stato vegetativo dopo un incidente stradale da nove anni, si è svegliato e ha mosso le di­ta per scrivere. è fuori di dubbio che la ripresa di questi malati è lunga e incerta, ma la speranza non va mai abbandonata. E le famiglie vorreb­bero che la politica non fosse orien­tata verso una cultura di morte, ma a garantire i sostegni cui le persone disabili gravi hanno diritto».

ENRICO NEGROTTI (Avvenire)

fabiocorsuni@libero.it,

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Gio81
Gio81 14 luglio 2008 21:21
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probabilmente, anonimo e FABIO, non avete capito il punto della cosa…
voi la pensate così… bene! io la penso diversa ma per fortuna, al mondo, ci può essere pluralità di vedute!
io non ho nulla in contrario al fatto che voi abbiate le vostre idee e che crediate in Dio e che lo rispettiate al punto di “vivere” magari 30 anni in stato vegetativo per soddisfarlo e per non andargli contro. lo trovo stupido ma ognuno può fare quello che meglio crede di ses tesso no? fin qui ci siamo?
ora, io non credo assolutamente in Dio e, generalmente, tendo a non sopportare molto chi ci crede… nonostante ciò, lascio che ognuno la pensi come vuole e agisca di conseguenza!
le mie domande sono: se io non credo in Dio (meno che meno nel vostro, ps. vi siete scelti proprio il peggiore lasciatevelo dire…) perchè non posso decidere io della mia vita? perchè io lascio la libertà a voi di continuare a “torturare” una persona che dovrebbe essere lasciata libera di morire e voi non lasciate la libertà a me di decidere cosa fare della mia vita?
gradirei molto avere delle spiegazioni su questo tenendo presente che l’Italia è uno stato laico per legislazione e il fatto che non lo sia in realtà (e che a voi religiosi vada MOLTO bene così) non è una giustificazione (in Francia le suore a scuola non hanno nè velo nè crocifisso, qua c’è il crocifisso in aule e ospedali e le suore fanno quello che vogliono…)!
se il fermare le macchine è una scelta etica perchè la scelta sulla MIA vita deve farla qualcuno che ha un’etica diversa dalla mia? perchè IO non posso scegliere della MIA vita ma dovete pensarci voi religiosi? mi pare che, fino ad adesso, di scelte buone ne abbiate fatte ben poche… perchè dovremmo fare scegliere ancora a voi?
perchè l’etica di un paese laico deve corrispondere a quella di voi cattolici, a quella di un “medioevo mentale” che continua nonostante la cultura sia arrivata ben oltre il 2000? noi, nel nostro caro stato laico, vi lasciamo addirittura la libertà di continuare ad accanirvi su persone come Eluana, nessuno vi dice di no o ve lo proibisce, perchè voi religiosi non lasciate la libertà a noi normali cittadini (che di voi ce ne freghiamo alla grande) di fare quello che vogliamo per noi?
chi l’ha detto che la vostra etica è quella da seguire?
chi ha detto che voi potete pensare per noi?
chi vi ha autorizzato a decidere e a mettere bocca in cosa che non vi riguardano?
perchè se parlate tanto di libertà delle persone non lasciate che ognuno decida per sè ma decidete voi in base a idee vostre?
ps. scusate la lunghezza…
attendo risposta fiducioso…

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16 febbraio 2009 15:23
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Ti condivido al 100%. Sono 2000 anni che la chiesa si fa gli affari suoi, arricchendosi sulle spalle della gente, sfruttando l’ignoranza delle persone ( provate a dire che non è vero..) e poi viene a distribuire la sua moralità spicciola..
Che Dio esista o no, ricordate che nella Chiesa ci sono uomini fatti di carne ossa ( preti stupratori?), con le loro debolezze (le indulgenze del medioevo?? ) e lasciatemi dire BIGOTTI (persecuzioni, niente rapporti prima del matrimonio etc.. etc..). Prima di venire a dirmi come comportarmi, oh Chiesa, fatti un “esame di coscienza” e confessa i TUOI peccati.

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20 luglio 2008 14:17
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per me non si tratta di eutanasia.non è dio che la tiene in vita ma la medicina perchè in via del tutto naturale quella ragazza era destinata a morire 16 anni fa.

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Kelly712 12 febbraio 2009 23:24
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Non sono d’accordo con chi usa questo caso per criticare la chiesa,il governo o la magistratura,e Credo fermamente che la decisione di voler morire spetti solo ed unicamente alla persona interessata (non ci si dovrebbe affidare a ipotesi soprattutto poi se la persona non è in coma irreversibile;certo in questo caso sarebbe stato utile un testamento biologico,tralasciando il fatto che in 17 anni un individuo potrebbe cambiare idea).Credo che nessuno in fondo voglia morire se c’è solo una piccola speranza appesa a un filo sottilissimo e lo dimostrano le migliaia di persone ammalate di tumore ad esempio che malgrado la sofferenza, combattono ogni giorno la malattia se non altro per vedere ancora Sorgere il Sole! D’altro canto c’è anche gente che si suicida o che vorrebbe ma non può farlo,Ma non è il caso di Eluana Englaro,visto che da quanto è emerso su di lei amava la vita;visto che il suo corpo ha reagito a un’emorragia superandola da sola senza l’aiuto dei medici,visto che faceva segni con lo sguardo e passeggiava ancora seduta sulla sedia a rotelle,si accompagnata dalle suore Ma Chi sei tu per dire che Eluana fosse felice di morire? La domanda è ironica… la vita è fatta più di cose difficili che di belle ma le soluzioni e la maniera di viverla spettano solo a noi.

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EMME volontaria del primo soccorso 15 febbraio 2009 13:33
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il padre xrispetto alla figlia non ha mostrato le foto, altrimenti si tacerebbe tutti, ma hai mai visto, cara Kelly712 persone in quelle condizioni? chiunque non vorrebbe più vivere se non si sa…, quella non è vita, e le suore cosa non racconterebbero per non contraddire la loro fede. vai a farti un giro negli ospedali eppoi cambierai idea.

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Lucia Gabriella Lorusso 15 febbraio 2009 13:07
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Sinceramente mi aspettavo che qualcuno davvero riflettesse sul caso di cui ancora si parla; quello dell’Englaro e della sua famiglia. Nessuno ha mai giudicato il padre per il dolore e la fatica che ha dovuto sopportare in tanti anni, bensì, la sua decisione, perfettamente autonoma, di porre fine alla vita di sua figlia.
Qualcuno forse non sa che ogni soggetto, seppure figlio di…, nasce libero, secondo la legge, oltre che per la comunità intera, quindi non si venisse a parlare di autorità paterna, perchè non esiste, soprattutto se si tratta di vita!
Certo sono felice anch’io che il cuore di un padre si sia alleggerito, ma credo che infondo non lo sia del tutto, perchè penserà sempre alla sua creatura morta e non più in stato di coma, da cui, forse avrebbe potuto uscire!! Come farlo capire alla gente?La vita è una e non la si può spezzare quando più fa piacere, soprattutto se non è la nostra e seppure lo fosse sarebbe lo stesso.
Vero, sono cristiana e cattolica ma non per questo poco ragionevole e quant’altro; nè ipocrita come altri hanno detto. Anch’io ho sentito del povero barbone morto; purtroppo però, personalmente, non avrei mai potuto evitarlo!Sono situazioni di cui deve preoccuparsi soprattutto il paese come governo, poi gli stessi comuni, perchè è loro dovere tutelare la vita di tutti! Credo che si stia confondendo un caso limite con altri che non hanno alcuna incidenza in proposito e che, purtroppo, sono più comuni. Per Eluana si poteva agire ed evitare che morisse, per il barbone anche, ma sono due condizioni diversissime! Nessuno ha condannato apertamente che il barbone morisse, come nessuno vorrebbe le guerre. Purtroppo però esistono e la chiesa fa ciò che è in Suo potere, molto limitato in questi casi, come lo è stato nel caso di Eluana, tanto da non venir presa in considerazione!
Ciò che credo sia vero è che Eluana è stata condannata dapprima dal padre, poi dalla comunità laica, oltretutto ad una morte lenta e dolorosa. Si può ancora accettare questo in una società civile? Io credo di no!!!!
Sono trascorsi secoli di storia e si è cercato in ogni modo di non legalizzare la pena di morte. Oggi, però si è attuata. Come mai? la vita è sempre vita, per tutti gli esseri umani ed in qualsiasi situazione!
Personalmente, continuerò a mantenere la mia posizione, che suppongo sia diversa da quella d tanti, ma non è questo che m’interessa. A me viene il sospetto che si voglia legalizzre anche gli atti inammissibili.
Perdonatemi, ma è davvero orribile!!! Gabry

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Gio81
Gio81 15 febbraio 2009 13:27
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ma perchè non vuoi capire???
qui non si sta parlando se la mia idea sia giusta, la sua idea sia giusta, la tua idea sia giusta, l’idea di Pinco Pallino sia giusta… qui stiamo parlando di lasciare la libertà alle persone di scegliere per se stesse la cosa migliore…
tu sei cattolica e cristiana (lo hai detto tu) e hai le tue idee, giusto? quando sarai in una situazione del genere ti farai tenere in quella condizione che voi cattolici chiamate cmq ‘vita’ per 30, 40 e 50 anni aspettando il ‘miracolo’ del tuo Dio che trasformi il coma ‘irreversibile’ in come ‘reversibile’ (che stupidi noi uomini a chiamarlo irreversibile se poi basta citofonare al tuo Dio che ti fa tornare indietro)…
…ma puoi, al contempo, gentilmente concedere che io, persona la quale della tua religione fa molto volentieri a meno, che del tuo Dio se frega, che non ha intenzione di ‘vivere’ così per 30 anni, faccia quello che ritengo giusto per me???
a come stanno le cose al giorno d’oggi gli unici che impongono le proprie idee agli altri siete voi cattolici e avete un’ipocrisia talmente elevata che nemmeno ve ne rendete conto… quello che molti chiedono non è il diritto a dover morire, ma il diritto a poter scegliere di farlo in determinate occasioni (e non come la fate passare voi cattolici, che sembra che uno che ha un’appendicite venga brutalmente ucciso dalla comunità)…
ma forse spreco solo tempo con una persona che non si accorge nemmeno delle pesanti ingerenza della Chiesa Cattolica nell’Italia odierna ["e la chiesa fa ciò che è in Suo potere, molto limitato in questi casi, come lo è stato nel caso di Eluana, tanto da non venir presa in considerazione!" scusa ma se lo credi davvero ti consiglierei di aprire gli occhi e le orecchie quando ti svegli alla mattina]… ti ricorderei anche che lo stato è laico ma so che sarebbe una perdita di tempo…

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Gio81
Gio81 15 febbraio 2009 13:32
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e… perchè voi cattolici avete così paura di lasciare la libertà alla gente di scegliere cosa fare di se stessi in casi estremi?
non è (per caso) perchè temete che gli uomini, ragionando non con i vecchi concetti di una Chiesa ormai in caduta libera, ma con la propria testa, sceglierebbero le opzioni più logiche e non quelle dettate da un’organizzazione dedita ormai solo al lucro e al circuire la gente?
…perchè avete paura della libertà del pensiero dell’uomo e lo costringete in barriere idealistiche di un’ipocrisia e ‘non-osservanza-della-realtà’ spaventose?

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EMME60 15 febbraio 2009 14:21
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i cattolici continuano a voler tenere nell’ignoranza e in loro potere le persone.Vedi Martin Lutero, le cose non sono cambiate molto da allora. ma perchè non pensano a quei bambini rapiti o venduti come pezzi di ricambio ai trafficanti d’organi umani? quello lo permettono, forse un bambino ricco può vivere, uno povero no.

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