Elezioni Inghilterra 2010: il parlamento è “impiccato”

Chiusi i seggi e scrutinato circa il 90% dei seggi, il risultato del voto in Gran Bretagna non è ancora né chiaro né definitivo. I seggi inglesi sono in tutto 650 e per raggiungere una maggioranza assoluta un partito deve ottenerne 326; al momento i Conservatori di Cameron hanno 282, i Laburisti di Brown 231 e i Libeal-democratici di Clegg 50. Nessun partito ha ottenuto la maggioranza assoluta che serve per governare. Si è creato il cosiddetto hug parliament, parlamento impiccato, che potrebbe portare a una paralisi politi il paese che non viveva una situazione simile dal 1974.
Regna ancora l’incertezza e gli scenari possibili sono differenti. Secondo una legge costituzionale, se non si ottiene una maggioranza assoluta è il premier uscente, in questo caso Gordon Brown, che dovrà formare un nuovo governo chiedendo l’appoggio ai Lib-Dem e ai partiti minori oppure formarne uno di minoranza chiedendo ogni volta il sostegno dal parlamento su ogni provvedimento. Se Brown dovesse constatare l’impossibilità di trovare sostegno, Elisabetta II darà l’incarico a Cameron che dovrà percorrere le stesse alternative.
Al momento però nessuno dei due partiti vuole ammettere la sconfitta. Cameron ha infatti dichiarato che, pur non avendo ottenuto la maggioranza assoluta, il risultato delle elezioni evidenziano la voglia di cambiare da parte del paese; il ministro degli Esteri uscente, David Miliband, ha dichiaratoa Sky News “Se nessun partito ha la maggioranza alla Camera dei Comuni, allora nessun partito ha il monopolio del potere. Se gli elettori non hanno consegnato il potere nelle mani di nessun partito in particolare, allora tutti i partiti hanno il dovere di dialogare“. E ha aggiunto il titolare degli Interni, Alan Johnson “Se la volontà del popolo è che nessun partito abbia la maggioranza assoluta, è nostro dovere comportarci da politici adulti e maturi. Penso che abbiamo parecchie cose in comune con i liberaldemocratici“.
Deluso e amareggiato si è invece dichiarato il terzo candidato Liberaldemocratico “E’ stata una serata deludente, dopo una campagna piena di ottimismo e speranza“.
Intanto anche la Regina ha preso seriamente quest’incertezza sull’esito. Normalmente Elisabetta II dà udienza al vincitore entro la mattinata, oggi David Cameron si recherà a Buckingham Palace solo dopo le 13 e solo dopo che avrà ben chiaro che forma dare al proprio governo.
Bisogna infine considerare i partiti minori, quelli che coinvolgono alcune regioni- nazioni come l’Irlanda del Nord e la Scozia. Il partito nord irlandese Democratic Unionist Party si dice pronto a schierarsi con Cameron qualora il partito dei Tory prometta di evitare tagli alla spesa pubblica nel Nord Irlanda.
Discorso differente per i partiti locali scozzesi e gallesi: sapendo che un “parlamento impiccato” darà loro maggiore visibilità e peso, non voglio stringere alleanze con nessun partito principale.
Immagine presa da: www.zeroemission.tv.
Fonte | Il Giornale
Ven 07/05/2010 da Eleonora Gionchi in Inghilterra, Regina Elisabetta II




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