Editoria: il Times online a pagamento da giugno

  • Commenta
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

Il sito del Times

Un altro prestigioso quotidiano internazionale farà pagare le news su internet ai propri lettori: il magnate australiano dei media Rupert Mudoch ha deciso, infatti, che il sito internet del britannico The Times, di sua proprietà, sarà a pagamento, così come la versione della domenica Sunday Times. Ecco il meccanismo dell’abbonamento: l’accesso costerà una sterlina al giorno (1,15 euro circa) o due sterline a settimana. L’abbonamento settimanale darà accesso a contenuti aggiuntivi, inclusa la versione cartacea dei due giornali.

Il credito speso sarà valido per entrambi i siti, che nel frattempo saranno rinnovati (il lancio del restyling è previsto per maggio). È stato previsto un occhio di riguardo per chi è già abbonato in edicola: non dovrà sborsare ulteriore denaro. Sarà comunque disponibile un mese di prova.

Se l’esperimento andrà bene, passeranno alla formula pay-per-read anche il Sun e il News of the World, sempre di proprietà di Murdoch, tycoon internazionale dei media. “È solo l’inizio” ha dichiarato infatti l’amministratore delegato dei quotidiani inglesi per la multinazionale di Murdoch, Rebekah Brooks, sottolineando che si tratta di un “passo cruciale” per rendere l’industria mediatica “economicamente eccitante” in un periodo in cui il giornalismo sta completamente cambiando forma, con lo spostamento delle risorse verso la Rete. A gennaio avevano fatto clamore la notizia del passaggio al modello pay per il sito del New York Times, uno dei più letti del mondo.

Per Murdoch si tratta di un’altra tappa nel processo di trasformazione del modello di business, dopo aver attaccato Google affinché paghi gli editori per le notizie che raccoglie dai siti e diffonde in tempo reale sul web, tramite il celebre servizio Google News. I concorrenti inglesi BBC e The Guardian, però, non sembrano intenzionati a proseguire sulla stessa strada: nel primo caso c’è il sostegno del canone pagato dai cittadini, in quanto concessionaria di servizio pubblico, mentre nel secondo caso si tratta di una scelta editoriale perseguita da tempo.

Ven 26/03/2010 da Andrea Paternostro in ,

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento