Tassa sulla fortuna, il Tar del Lazio sospende quella per le videoslot

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Tassa Fortuna

Stop alla tassa sulla fortuna, almeno su una parte. Il Tar del Lazio ha infatti accolto le richieste fatte da dieci concessionari, sospendendo la tassa per i videoslot, cioè gli apparecchi da intrattenimento videogiochi. La decisione arriva da parte del presidente della sezione del Lazio, Luigi Tosti, che ha accolto le richieste con un decreto monocratico. Attesa il 25 gennaio la discussione davanti al Tar in composizione collegiale. Il ricorso è partito da dieci concessionari tra cui Snai, Sisal Slot e Lottomatica che hanno sottolineato le conseguenze, a volte paradossali, che la tassa avrebbe avuto.

Secondo le concessionari, fino all’adeguamento delle macchine si potrebbe avere il pagamento della tassa anche in caso di perdita: se un giocatore inserisse settecento euro e si ritirasse dopo aver giocato un solo euro, la macchina segnerebbe una vincita di 699 euro, quindi tassabile al 6% sulla parte eccedente i 500 euro.

Ecco la tassa sulla fortuna, colpirà la vincite sopra i 500 Euro
E’ scattata, con l’arrivo dell’anno nuovo, una delle tasse varate dal governo di Mario Monti per contrastare la crisi. E’ a tutti gli effetti una tassa sulla fortuna ed andrà a colpire il settore dei giochi, che è uno dei pochi in Italia a non conoscere mai crisi. Inevitabile, dunque, che un governo alla ricerca di fondi per superare il momento difficile si rivolgesse alle lotterie ed a giochi istantanei. Come funziona questa nuova tassa e quali giochi sono coinvolti, scopriamolo.Innanzitutto la tassa non colpirà tutte le vincite, ma soltanto quelle che complessivamente superano i 500 Euro. Ad esempio se si vincono 1000 Euro al Gratta e Vinci si incasseranno 60 Euro in meno. La tassa sulla fortuna, infatti, è del 6%. Un prelievo che non va a scalfire più di tanto la gioia per aver appena realizzato una vincita, ma che comunque è fastidioso per chi gioca. Il direttore dei Monopoli di Stato non sembra particolarmente preoccupato da questa nuova tassa perchè, dice, “Non toccherà il 95% delle vincite, quindi non dovrebbe avere la caratteristica di modificare la domanda degli utenti”. E’ probabile che sia così, anche se il fattore psicologico potrebbe incidere.

I giochi interessati, per ora, da questa tassa sono le lotterie istantanee tipo Gratta e Vinci, il Superenalotto, Superstar, Si vince tutto e Win for life. Particolare importante, la tassa è retroattiva, quindi va a colpire anche i premi non ancora incassati del 2011. Un ritardo che costerà caro ai giocatori più pigri. Ovviamente la tassa colpirà anche i Gratta e Vinci e le lotterie istantanee che offrono dei vitalizi. Ad esempio il Win For Life non offrirà più un vitalizio da 6000 Euro al mese, ma “solo” di 5.640 Euro mensili. Un settore che merita un discorso a parte e che a mio avviso non dovrebbe essere interessato da questa tassa è il poker online. Soprattutto la modalità cash game che assegna ad ogni giro un piatto di entità variabile potrebbe portare ad accordi tra i giocatori che snaturerebbero di fatto il gioco. Se i giocatori al tavolo sanno che se il piatto è superiore ai 500 Euro si troveranno a pagare una tassa è evidente che cercheranno di tenersi al di sotto di questa soglia, a meno che il tavolo a cui stanno giocando non sia di un importo tale da rendere la soglia facilmente superabile e quindi trascurabile. Per ora, comunque, il poker online non rientra tra i giochi colpiti dalla tassa sulla fortuna. Diventerà una delle tasse più odiate dagli italiani? E’ possibile.

Sab 14/01/2012 da Fabio Pagano in

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Cesara 2 gennaio 2012 10:42
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Sarebbe l’unica tassa che si pagherebbe volentieri.

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Angelo 2 gennaio 2012 15:43
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se le vincite supp alle 500€ sono tassate è possibile detrarre le perdite?

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Carlo Sergi
Carlo Sergi 2 gennaio 2012 19:27
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i vampiri esistono

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