Dylan Dog: in Mater Morbi si parla di eutanasia

L’ultimo numero di Dylan Dog, intitolato Mater Morbi, sta facendo molto discutere, per le tematiche trattate. L’albo numero 280, infatti, parla di salute, di malattia ed in particolare di un tema molto scottante, ovvero quello dell’accanimento terapeutico e dell’eutanasia. La storia che vede coinvolto l’indagatore dell’incubo in prima persona ci racconta della dura convivenza con la malattia e di due aspetti legati alle cure che si devono prestare ad un paziente morente: da un lato la decisione di un medico di mantenerlo in vita nonostante non ci siano speranze, dall’altro la scelta di un medico di alleviare le sue sofferenze. Proprio questa duplice posizione, legata profondamente al tema, sempre di attualita’, dell’eutanasia, ha sollevato moltissime polemiche.
L’albo di Dylan Dog e’ finito prima sul Fatto Quotidiano, poi sul Secolo d’Italia e poi sull’Unita’. Oggi su internet si parla molto di questa storia a fumetti, inevitabilmente, come sempre accade quando si parla di tematiche del genere: c’e’ chi difende la scelta degli autori, chi invece trova la storia non pertinente, come il sottosegretario Eugenia Roccella.
Eugenia Roccella commenta cosi’ la nuova storia di Dylan Dog: “Ambiguo difendere l’eutanasia come atto di pietà, gli intellettuali dovrebbero chiedersi: perché inseguiamo il mito del corpo sano e della perfezione e rifiutiamo la malattia e la sofferenza? Non è vero quel che dice Dylan Dog: “C’è stato un tempo in cui ero un uomo…”. Anche malati, anche sofferenti si è uomini“.
Voi l’avete letto? Cosa ne pensate?
Immagine presa da:
www.splattercontainer.com.






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