Dopo il terremoto i bambini dell’Aquila hanno più paura: le ferite dell’anima dure a rimarginare!

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I bambini dell’Aquila hanno ferite che sarà difficile rimarginare a breve. Non sto parlando di ferite fisiche, ma di quelle dell’anima. Dopo il terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo il 6 aprile del 2009, moltissime le cose che sono cambiate per le popolazioni colpite dal sisma. C’è chi ha perso una persona cara, chi ha perso la casa, chi ha perso il lavoro, c’è chi ha riportato ferite più o meno gravi e ci sono poi i bambini, che riportano nel loro cuore ferite difficili da curare. Secondo un recente studio, pare che un bambino su sei, dopo il terremoto dell’Aquila, conviva con la paura. Del resto è comprensibile di fronte ad un evento tanto traumatico che ha causato la morte di moltissime persone.
Il terremoto dell’Aquila dell’aprile del 2009 ha cambiato per sempre le vite di coloro che hanno visto con i loro occhi la morte e la distruzione portata dal sisma. Ancora oggi, a più di due anni di distanza, un bambino abruzzese su sei è vittima della sindrome post traumatica da stress, il Ptsd: un bambino su sei, ogni giorno, rivive la stessa paura provata durante il terremoto del 6 aprile 2009.
I dati che ci arrivano dallo studio Rainbow condotto sui bambini abruzzesi in questi due anni ci rivelano che le angosce provate quel giorno, vengono portate ancora oggi da moltissimi ragazzini, come un fardello pesante del quale è sicuramente molto difficile disfarsi. Lo studio è stato condotto su 1750 minorenni, 550 dei quali con età compresa tra i 3-5 anni, mentre gli altri dai 6 ai 14 anni. Di questi bambini, ne sono stati selezioni 320 a rischio, che sono stati sottoposti ad altre analisi neuropsichiatriche.
Il 38% di loro soffre di disturbi psicopatologici, come ansia, disturbi del comportamento e dell’affettivià , umore fragile, ipervigilanza, reazioni alterate rispetto al contesto e anche la Pstd. Più il bambino era vicino all’epicentro in quella tragica notte, più il disturbo è forte. L’intervento terapeutico, in questi casi, è assolutamente necessario, per permettere ai bambini di crescere meglio!
Mer 29/06/2011 da Patrizia Chimera in Malattia, Terremoto












