Disney, stop alle attrici con decollete rifatti nei suoi film

  • Commenti (1)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

disney logo

La Disney dice basta alle bellezze rifatte. La casa di produzione cinematografica, infatti, ha deciso che non verranno piu’ scelte attrici che hanno deciso di rifarsi una parte del loro corpo: viva la bellezza naturale, abbasso le bellezze ritoccate con la chirurgia estetica, questo sembra essere il nuovo slogan della Disney, che sta cercando una nuova attrice per il film “Pirati dei Caraibi”: si cerca una ragazza, alta un metro e 70, con una taglia pari alla 38 o alla 40, con un’eta’ compresa tra i 18 e i 25 anni, un corpo da ballerina, snello e tonico, e soprattutto con i seni veri, non rifatti.

Nell’ultimo film per la verità abbiamo utilizzato molti seni finti per dare quel look da cortigiane del 18esimo secolo“, questo il commento di un agente del casting della Disney, che aggiunge: “Ma i tempi cambiano: e il pubblico ormai è capace di riconoscere il vero dal falso“. Per questo il regista Bob Marshall ha deciso di prendere solamente attrici vere, che non sono state sottoposte ad interventi di chirurgia estetica.

Negli Stati Uniti d’America, il numero di interventi chirurgici sta drasticamente diminuendo, segno di un’inversione di tendenza. Meglio le curve naturali. E infatti nel prossimo episodio dei Pirati dei Caraibi, al posto di Keira Knightley, arrivera’ Penelope Cruz, che ci mostrera’ la sua femminilita’ mediterranea. Per Keira una fortuna: “Io non sono mai stata così dotata e sul set abbiamo dovuto usare tutti i trucchi possibili per gonfiarmi il seno“. E infatti “ogni giorno ci volevano 45 minuti buoni per darmi un po’ di volume: il mio seno è stato praticamente ridisegnato“.

Immagine presa da:
students.ou.edu.

Fonte | Repubblica

Commenta

Ricorda i miei dati

Pubblica commento
Danzatriceorientale 24 marzo 2010 00:46
Subtract karmaAdd karma

Sarebbe stata un’iniziativa lodevole ed encomiabile, se non fosse stato per quel “taglia 40″ che proprio non mi va giù.

Molta gente è talmente presa dalla sua contrarietà alla chirurgia plastica (a quella al seno in particolare) da non essersi resa conto che, se da un lato Disney è per la naturalezza, d’altro canto è anche pro anoressia e soprattutto a molta gente (compreso il regista del film), sfugge un particolare molto, ma molto importante: anche la taglia 40, volendo, può essere ottenuta a suon di bisturi e cannule dal chirurgo plastico, dunque perché demonizzare proprio l’intervento al seno?

Alcuni rispondono: “Perché per un’adolescente è rischioso voler emulare una donna col seno rifatto!”

E certo, invece emulare una donna che indossa la taglia 40 tanto acclamata dal regista, magari sottoponendosi a diete massacranti o alla liposuzione (molto più invasiva di una mastoplastica additiva), non è affatto rischioso, vero?

Troppo comodo fossilizzarsi nella demonizzazione di un solo intervento solo perché risulta essere il più diffuso e ambito dalle donne e chiudere invece gli occhi su altri interventi che, seppur meno diffusi e spesso taciuti, esistono… troppo comodo fare tutto ciò ora, quando a suo tempo i complessi alle donne col seno piccolo li ha fatti venire proprio la Disney con le sue Jessica Rabbit e Betty Boop e soprattutto, troppo comodo imporre un veto che altri non è che una becera forma di pubblicità per fare ottenere consensi alla pellicola!

Rispondi Segnala abuso