Discorso Fini a Mirabello: oggi vertice tra Bossi e Berlusconi

![]()
Il giorno dopo il discorso di Fini a Mirabello è Bossi il primo a parlare e a rilasciare delle dichiarazioni ufficiali: il ministro delle Riforme ritiene che la situazione sia ora molto difficile per il governo in generale e per Berlusconi in particolare. In giornata il Premier incontrerĂ il ministro delle Riforme per discutere riguardo al futuro del governo ma, come ha sottolineato Roberto Maroni, “Bossi è pessimista, e di solito lui ci vede giusto“. Un discorso, quello che ieri ha tenuto Fini a Mirabello, che ha quindi suscitato reazioni differenti e contrastanti.
Infatti, se Dario Franceschini ha affermato che dopo il discorso tenuto da Gianfranco Fini la destra sia ormai irrimediabilmente spaccata permettendo così un’eventuale vittoria del Pd, Roberto Maroni, ministro dell’Interno, ha affermato che “Non mi sbilancio sulla durata del governo la questione è seria e non si può liquidare. Le valutazioni, in primo luogo, deve farle il presidente del Consiglio. Ma se cade la maggioranza si va al voto, il Ministero dell’Interno è pronto a organizzare le elezioni in pochi giorni“. Intanto, ha continuato Maroni, oggi ci sarĂ un incontro al Viminale durante il quale gli alleati discuteranno della situazioni. I commenti riguardo al discorso di Fini arrivano anche da parte di Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il quale ha invece dichiarato che il discorso di Fini non rappresenta un “fatto traumatico” per il governo, aggiungendo inoltre che “Sono anni che ci sono questi discorsi, che sono in ballo gli attacchi di Fini e dei finiani, non è che l’abbiamo scoperto oggi“.
Intanto sullo sfondo c’è stato anche un botta e risposta tra Capezzone e Bocchino. Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, ha infatti dichiarato che una tendenza interventista da parte della Presidenza della Camera si era sempre verificata, anche in passato, ma mai fino al punto di Fini: “Ma mai nessuno si era spinto fino al punto di usare una delle massime cariche dello Stato per la costruzione di un proprio soggetto politico, in polemica quotidiana e costante con un Governo e con una maggioranza“. In risposta alle dichiarazioni di Capezzone è intervenuto Bocchino, il quale ha accusato la maggioranza di atteggiamenti di convenienza citando l’episodio del 2001 quando protagonista fu Casini, allora leader del partito “Quando gli conviene, come nel caso di Casini, non trovano nulla da obiettare, mentre quando gli conviene, come nel caso di Fini, usano strumentalmente il problema della incompatibilitĂ . Noi siamo sempre della stessa idea: nel 2001 votammo Casini e oggi non vediamo problemi nel ruolo di Fini” ha concluso Italo Bocchino.
Fonte | Corriere della Sera
Lun 06/09/2010 da Eleonora Gionchi












