Dieta Mediterranea: cibi e sapori del Made in Italy clonati

La dieta mediterranea, ed in particolare la cucina italiana, e’ una delle piu’ amate del mondo. Moltissimi vip e celebrita’ straniere ci invidiano i nostri ristoranti e non perdono occasione per mangiare i nostri piatti. Dovremmo esserne fieri. Peccato che ci siano anche molti tentativi di clonazione, soprattutto da parte dei cinesi. Ma non solo…
Secondo una recente ricerca di Daniela Ostidich, dal titolo “Consumare qualita’”, molti italiani si lamenterebbero dei cibi che consumano. Che non sono piu’ quelli di una volta. “A Roma e Milano, 1850 consumatori chiamati a dire la loro hanno giudicato spietatamente i prodotti che finiscono nel carrello della spesa, critici nei confronti del pane («non sa di niente»), della carne («molto peggiorata» per il 15 per cento degli intervistati), del prosciutto («cadaverico» per alcuni), e attenti lettori delle etichette e dei prezzi. «Qualche brutto voto per Parmalat, Barilla e Coca Cola», racconta Daniela Ostidich, tabelle alla mano, «promossi Lavazza, Ferrero e Galbani. I consumatori si spostano, fluttuano, la suggestione del lifestyle o della moda, la spinta delle campagne pubblicitarie funzionano soltanto a breve termine“.
Il problema e’ anche la clonazione dei nostri sapori. All’estero, in molti paesi e non solo in Cina, e’ una corsa alla copia dei nostri cibi. Il sito Esperya, ad esempio, ha stilato una classifica dei cibi maggiormente clonati. Abbiamo un Pompeian Olive Oil fatto a Baltimora, un pecorotto che arriva dall’Australia, un Reggianito dall’Argentina, un Parmesan Cheese dall’Oregon, Le Penne e Fusilli Tricolore di Peppino, che pero’ arrivano dall’Austria. E ancora salumi che arrivano da ogni parte del mondo, come la mortadella turca.
Fonte | La Stampa
Mer 18/06/2008 da Patrizia Chimera in Clonazione, Made In Italy







