Delitto di via Poma ultime notizie: Raniero Busco è stato assolto

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condanna delitto via poma

La Corte d’Appello di Roma ha emesso la sentenza sull’omicidio di Simonetta Cesaroni, passato alla cronaca come il delitto di via Poma. Raniero Busco, unico imputato ed all’epoca fidanzato di Simonetta Cesaroni, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Busco ha accolto la sentenza del giudice scoppiando in lacrime ed abbracciando forte il fratello e l’avvocato Franco Coppi.

La sentenza era prevedibile dopo la perizia che ha evidenziato come i segni sul seno di Simonetta Cesaroni non fossero quelli di un morso umano ne tantomeno appartenessero a Raniero Busco. Sul reggiseno della ragazza sono stati ritrovati tre diversi dna, uno dei quali era di Raniero Busco. Le motivazioni della sentenza verranno depositate entro novanta giorni.

Il procuratore generale ha dichiarato, “E’ una sentenza emessa dall’unico organo deputato ad emettere una pronuncia in appello. Va rispettata e rispettata. All’esito del deposito delle motivazioni decideremo il da farsi. Non è escluso, anzi assolutamente probabile, che ricorreremo in Cassazione”. Diverso e più breve il commento del fratello di Raniero Busco, “Esiste una giustizia”.

Dopo essere scoppiato in lacrime Raniero Busco è stato colpito da un malore ed accompagnato in una stanza dai carabinieri presenti in aula. Dopo essersi ripreso è stato portato a casa dal fratello. All’esterno del tribunale lo attendevano i tanti amici che lo hanno lungamente applaudito. Accanto a Busco c’è sempre stata la moglie che non lo ha abbandonato neanche per un attimo.

La perizia sul morso scagiona Busco
Nuova svolta nel corso del processo d’appello sul delitto di via Poma. Una delle prove più importanti a carico di Raniero Busco è stata completamente smentita dai periti nominati dalla Corte d’Assise d’Appello. Il segno sul capezzolo sinistro di Simonetta Cesaroni probabilmente nonè un morso e sicuramente non è un morso di un essere umano. Quindi non lo ha lasciato Raniero Busco. Uno dei periti, il professor Corrado Cipolla D’Abruzzo ha dichiarato, “Solo un criceto avrebbe potuto lasciare un morso del genere, sempre assumendo per buona l’ipotesi che quello sul capezzolo sinistro sia un morso. Comunque, a prescindere, non sarebbe stato possibile identificarne l’autore. L’arcata umana e’ decisamente piu’ ampia e quello sul seno di Simonetta Cesaroni non e’ un morso”.

In ogni caso il dubbio sul morso fu espresso fin dalla prima autopsia ed è un po’ un assurdo giudiziario che sia arrivato in aula ad un livello così avanzato del giudizio. Il processo riprenderà il prossimo 23 aprile. Allo stato attuale delle cose la posizione di Raniero Busco si è notevolmente alleggerita.

La condanna di Raniero Busco
Condanna a 24 anni per Raniero Busco, l’ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, la ragazza uccisa in via Poma a Roma, colpita 29 volte con un tagliacarte, il 7 agosto 1990. Al momento della sentenza l’uomo ha avuto un malore. Così è stato stabilito il verdetto per questo caso di cronaca che ha impegnato per venti lunghi anni la giustizia. Il pronunciamento dei giudici della Terza Corte d’Assise, presieduta dal magistrato Evelina Canale, è stato letto nell’aula bunker del carcere di Rebibbia.

La corte d’Assise ha riconosciuto l’aggravante della crudeltà compensando però il verdetto con le attenuanti generiche. Busco dovrà inoltre risarcire le parti civili in separata sede, assegnando una provvisionale (già esecutiva) di 100 mila euro alla sorella di Simonetta e una da 50mila euro alla madre.

Il dispositivo della sentenza per il delitto di via Poma recita: “La terza corte d’assise di Roma, visti gli articoli 533 e 535 del codice di procedura penale, condanna Raniero Busco alla pena di 24 anni di reclusione e al pagamento delle spese processuali. Dichiara il predetto interdetto in perpetuo e per la durata della pena dai pubblici uffici con sospensione dell’esercizio della potestà genitoriale. Condanna Busco al risarcimento del danno delle parti civili Paola Cesaroni, Anna Di Giambattista e il Comune di Roma da liquidarsi in separata sede”.

Fonte | Corriere

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Cesara 27 aprile 2012 18:21
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E’ possibile che a suo tempo non si è capito chi potesse essere l’assassino di Simonetta?. Eppure nella ricostruzione del delitto di via Poma che “Telefono giallo”, trasmissione televisiva, condotto da Augias si capiva da dove incominciare le indagini per trovare l’omicida. A meno ché la ricostruzione suddetta che è stata fatta, non risponde alla realtà dei fatti.

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Cesara 27 aprile 2012 18:29
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E’ possibile che a suo tempo non si è capito chi potesse essere l’assassino di Simonetta?. Eppure nella ricostruzione del delitto di via Poma che “Telefono giallo”, trasmissione televisiva, condotto da Augias si capiva da dove incominciare le indagini per trovare l’omicida. A meno ché la ricostruzione suddetta che è stata fatta, per “Telefono giallo” non risponde alla realtà dei fatti. Per chi non ricordasse o è all’oscuro della vicenda va detto che Busco disse a suo tempo : Che non lo sapeva nemmno dove lavorava Simonetta”. Quindi…. Chi paga la gogna che ha dovuto subire Fusco?

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