Daniele Luttazzi accusa Beppe Grillo di populismo

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Foto : daniele luttazzi

Tra comici, e tra censurati della televisione, dovrebbe esserci un po’ di sana solidarietà. Ma pare che anche in questo mondo ognuno pensi per se. Ecco che allora, all’indomani del Vday che ha mobilitato le piazze, Daniele Luttazzi attacca il suo collega Beppe Grillo. E il suo disegno di legge per eliminare dal nostro Parlamento tutti i politici condannati in via definitiva: Daniele Luttazzi ha accusato Beppe Grillo di populismo.

Secondo Luttazzi, che ha reso noto il suo pensiero in una lettera inviata al sito internet di Micromega, l’iniziativa di Grillo “fa acqua da tutte le parti” e “pensare che una legge possa risolvere la pochezza umana” è pura “demagogia”. Luttazzi critica tutti i punti della battaglia di Beppe Grillo: niente limite di due legislature, poichè “l’esperienza può essere utile”, niente allontamento dalla politica per coloro che sono condannati in Appello perchè “i gradi di giudizio sono tre e il problema è la lentezza della giustizia” e niente voto di preferenza che nell’esperienza passata “non ha impedito ai partiti di far eleggere chi volevano né impedito di scegliere autentici filibustieri”.

Ma le critiche di Daniele Luttazzi non finiscono qui: “Di Pietro aderisce alla sua iniziativa e Grillo dice che è uno per bene. Brrrrrr. Quindi chi non la pensa come Grillo non lo è? Populismo. Se parli alla pancia, certo che riempi le piazze,ma non è democrazia dal basso: è flash mobbing”. E alla fine accusa Grillo di voler “vuole ergersi a leader di un movimento politico, continuando a fare satira, un passo che Dario Fo non ha mai fatto”. E poi il consiglio finale: “Scegli, Beppe! Magari nascesse il tuo partito. I tuoi spettacoli diventerebbero davvero dei comizi e nessuno dovrebbe pagare il biglietto. Oooops”.

Fonte | Corriere

Gio 13/09/2007 da Patrizia Chimera in ,

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Foy 13 settembre 2007 11:03
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Da Luttazzi c’era da aspettarselo: per lui che la satira è una ragione di vita, vedere Grillo che fa satira per fare politica (quando invece la satira deve solo attaccare la politica e starne fuori) deve avergli dato fastidio.
Effettivamente anch’io avrei da discutere sui punti di Grillo, ma in maniera diversa.
1)il limite delle due legislature è sbagliato: la tattica per mandare a casa i vecchi politici è fissare un limite d’età. Non si può basare un governo sulla gerontocrazia, anche se i nostri politici sembrano ancora belli giovani (gioventù finanziata dalle nostre tasche)
2)allontanare dalla politica chi è stato condannato in appello: effettivamente sono d’accordo. Se c’è il minimo dubbio che un rappresentate dello stato non sia così candido, non vedo perchè debba ancora rappresentarci.
3)voto di preferenza? Ma a che serve? Che mettano piuttosto un limite al numero dei partiti finanziati dallo stato: ai 10 più grossi lasciamo vita, agli altri niente. Se un ideale nasce povero ma forte non ha bisogno del denaro per cambiare un paese. In Inghilterra ci sono solo tre partiti e stanno più che bene: è vero che la politica non può essere solo bianco o nero, ma quando si è in tanti è conveniente fare una scelta marcata.

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Bulls3y3 11 febbraio 2010 14:31
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In teoria, l’articolo è leggermente ‘biased’, come direbbero i tanto vituperati anglofoni. Ovvero, è chiaramente viziato dall’opinione e interpretazione dell’autore e velatamente (nemmeno tanto) incline al biasimo. Ho letto ‘Guerra Civile Fredda’, l’ultimo libro di DL, e l’ho trovato eccellente. Il capitolo su Grillo è pacato e scevro da ogni animosità. Nessun ‘attacco’, ma una critica analitica e fredda dei punti caldi della proposta e dell’attività grilliana da parte di un uomo che dimostra una cultura spaventosa in molti campi (comunicazione, narrativa, satira e analisi politica su tutti). Per questo non si vede in TV, la sua competenza in ciò che fa è ‘spaventosa’. Letteralmente, fa paura. Tornando a Grillo, la sua figura non ne esce indebolita ma ravvivata da un confronto costruttivo, alla pari, che finora gli era stato negato. Sarebbe bello vedere un faccia a faccia amichevole tra i due, da cui potrebbe uscire qualche illuminante riflessione dato che almeno apparentemente entrambi condividono molti punti di vista. L’atteggiamento aggregativo e propositivo di Grillo è agli antipodi con la posizione ‘dall’alto’ di Luttazzi, scrutatore critico e feroce del malcostume italiano. In questo sono ‘antagonisti’, ma non credo ci sia animosità. Semplicemente, Luttazzi ravvisa delle falle in molte delle proposte – in buona fede, fino a prova contraria – di Grillo. Molti di noi sarebbero d’accordo con lui, ma occorre leggere in toto quel paragrafo, e non quattro frasi decontestualizzate e cucite ad arte su un patchwork di punzecchiature e frecciate nervosette. Insomma, cerchiamo di non fare lo stesso errore degli organi di informazione di regime che tanto ci bulliamo di odiare e osteggiare davanti alle belle ragazze in piazza o in sezione… capisc’ a me.

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