Daniele Capezzone condannato per diffamazione

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Daniele Capezzone

Daniele Capezzone e’ stato condannato definitivamente, per alcune parole rivolte ad un magistrato. Nel novembre 2002, quando ancora era segretario dei Radicali, accuso’ di “comportamenti teppistici” un magistrato, Carlo La Speranza, Pubblico Ministero del Processo sul caso dell’omicidio di Marta Russo, studentessa romana. Proprio per quelle parole pronunciate nei confronti del giudice, Daniele Capezzone e’ stato condannato dalla Corte di Cassazione per diffamazione: la Suprema Corte ha cosi’ respinto il ricorso proposto dall’uomo politico.

L’allora segretario dei Radicali Daniele Capezzone, in occasione di una dichiarazione rilasciata alla stampa, in merito al caso dell’omicidio di Marta Russo, aveva denunciato “i comportamenti letteralmente teppistici di alcuni magistrati” e parlando di “testimoni minacciati“.

I giudici della Corte Suprema hanno respinto il ricorso di Daniele Capezzone, che si appellava ad un diritto di critica. In questo caso “non vi è traccia di un ragionamento volto a dimostrare una tesi ma il ricorso al mezzo di diffusione mediatica è servito in concreto a saltare ad una conclusione tranciante quanto immotivata e quindi risultata nè più nè meno pari ad un gratuito insulto capace di vulnerare l’onorabilità del magistrato senza nel contempo offrire al lettore l’informazione e la critica che la carta costituzionale consente“.

Secondo i giudici, “proprio per la sua essenzialità ha prodotto un effetto immediato ingiustificatamente devastante poichè capace di associare l’attività del pubblico ministero nel noto processo ai comportamenti delinquenziali propri dei teppisti che si sottraggono a qualsiasi controllo sociale“.

Immagine presa da:
federicominniti.files.wordpress.com.

Fonte | Repubblica

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