Dal secondo dopoguerra al 2008: la storia del Kosovo

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Foto: Kosovo

Ultimamente dai Balcani ci sono arrivate immagini di gioia, ma anche di protesta. Da un lato l’esultanza del Kosovo, un popolo che da tempo voleva l’autonomia e che finalmente l’ha conquistata. Dall’altra le immagini dei Serbi, infuriati contro questa decisione. Ma come è arrivato il Kosovo a questa faticosa autonomia?

Per capire quali sono stati i processi che hanno favorito l’indipendenza del Kosovo, bisogna fare qualche passo indietro. Nella storia degli ultimi decenni, dal secondo dopoguerra in poi, molte sono state le vicende che hanno caratterizzato questo piccolo paese dei Balcani. Nel secondo conflitto mondiale, ad esempio, proprio la provincia del Kosovo, che dipendeva ancora dalla Jugoslavia, venne occupata dai tedeschi e dagli italiani.

kosovo

Kosovo

In particolare la provincia di Pristina, finì sotto il controllo delle truppe italiane. Il Kosovo venne poi liberato nel 1944 dai jugoslavi e dagli albanesi, diventando ufficialmente una provincia serba. Ma cosa successe dopo? Ecco una breve storia del Kosovo dal secondo dopoguerra all’indipendenza del 2008.

  1. Dal 1946 al 1999
    Molti cittadini serbi, sotto il regime del Maresciallo Tito, vennero allontanati dalle loro case del Kosovo: la regione, dopo la seconda guerra mondiale, era abitata in gran parte da cittadini di origine albanese. Una parte di questi era già stata espulsa dal Kosovo nel periodo tra le due guerre. Il Kosovo, sotto il governo di Tito, non ebbe mai lo status concesso ad altri stati della confederazione jugoslava: venne sempre considerata una semplice provincia della Serbia, una provincia autonoma però.
    Mentre gli altri sei stati erano molto più indipendenti, avendo anche il diritto costituzionale di secessione, al Kosovo questa prerogativa non venne mai concessa. Anche se questo desiderio era radicato nella popolazione del Kosovo. Dal 1968 e nuovamente nel 1981 la popolazione albanese chiese lo status di repubblica. Status che non venne mai concesso.
    Nel 1987 Slobodan Milosevic venne mandato in Kosovo, per cercare di mediare. Ma qui il suo lavoro fu esattamente un altro. Le sue prime parole furono “mai più nessuno potrà toccare un serbo“, portando dalla sua parte i nazionalisti serbi che volevano “riconquistare” il proprio paese. Due anni più tardi lo stesso Milosevic ritirò gran parte dell’autonomia costituzionale che il Kosovo aveva faticosamente guadagnato nel corso del tempo.

    Slobodan Milosevic

    Slobodan Milosevic

    E la situazione peggiorò nel 1989, quando Milosevic venne eletto Presidente della Repubblica Serba. Sin dall’inizio era chiaro il suo odio nei confronti dell’etnia albanese, pronunciando discorsi violenti, chiudendo le scuole albanesi, licenziando docenti e amministratori di origine albanese. All’inizio l’etnia albanese cercò di resistere in modo non violento, ma la situazione peggiorò quando gli albanesi il 2 luglio del 1990 dichiararono l’indipendenza della Repubblica del Kosovo. Indipendenza riconosciuta solamente dall’Albania.
    Due anni dopo venne fatto un referendum sull’indipendenza: il 98 per cento dei votanti mise una croce sul sì.
    Nel 1995, alla fine della guerra in Bosnia, il Kosovo scelse un’altra strada per dichiarare la sua indipendenza, fatta meno di parole e più di fatti. Ma solo quattro anni dopo cominciò la guerra del Kosovo: le forze internazionali intervennero a favore del Kosovo, attaccato dal governo di Belgrado.

  2. Dal 1999 al 2007
    Nel 1999 intervenne l’Onu, prendendo sotto la sua ala protettrice il Kosovo. Così come fece la Nato. Lo stato aveva ora un governo e un parlamento, anche se solamente provvisorio. Da quando intervenne il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in Kosovo la situazione si calmò, anche se numerosi episodi violenti hanno caratterizzato la storia del paese in questi anni.
    Dal 1999 in poi molti furono i tentativi per rendere veramente indipendente il Kosovo: ma un accordo tra serbi e kosovari non venne mai trovato. Almeno fino al 2007.
  3. Le elezioni del 2007
    In Kosovo il 17 novembre del 2007 si sono svolte le elezioni per votare le amministrazioni locali e nazionali. Ma i problemi con i serbi, fecero andare al voto pochissime persone. A dicembre dello stesso anno, il periodo dei negoziati dell’Onu finì, senza aver risolto il problema. Con il Kosovo che continuava a chiedere a gran voce la sua indipendenza, nonostante la riluttanza della Serbia. Ma l’autonomia unilaterale venne comunque decisa: sarebbe avvenuta il 17 febbraio del 2008.
  4. 17 febbraio 2008: l’autonomia del Kosovo
    In questa data storica il Kosovo proclamò al mondo intero la sua autonomia, finalmente riconosciuta anche da altri stati internazionali, primo tra tutti il Costa Rica, seguito dall’America, l’Albania, l’Unione Europea (anche se non al completo!). L’Europa, dal canto suo, ha caldamente appoggiato questa scelta: il 16 febbraio una missione civile internazionale venne inviata per dare una mano al paese durante il periodo dell’indipendenza.
    Il 17 febbraio 2008 il Parlamento di Pristina ha definitivamente approvato l’indipendenza del Kosovo, presentando simbolo e bandiera del nuovo stato.

    kosovo indipendenza

    Indipendenza del Kosovo

    Ma la Serbia non ha accettato questa scelta, considerata illegittima e illegale: pochi giorni dopo le immagini dell’assalto all’ambasciata americana da parte dei serbi hanno fatto il giro del mondo, preoccupando che la situazione nei Balcani si scaldi nuovamente. La parte serba del Kosovo, infatti, ha già chiesto di potersi staccare dal neo-nato stato, per unirsi alla Serbia.


  5. Gli scontri della Serbia

Fonte | Wikipedia

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