Cuba: per Fidel Castro il modello socialista non è più adatto al paese

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Fidel Castro ha concesso un’intervista al giornale americano The Atlantic durante la quale l’ormai ex Lider Maximo afferma che il suo modello politico ed economico introdotto nel 1959 non è più appropriato per il suo paese, Cuba. Questa la risposta che Castro ha dato al giornalista Jeffrey Goldberg quando gli è stato chiesto se il modello politico cubano, ormai l’unico paese comunista nell’America Latina, potesse essere esportato anche negli altri paesi. La risposta non si è fatta attendere, concisa ma anche inaspettata “Il modello economico cubano non è più adatto a noi“.
Per la prima volta Fidel Castro ha parlato della situazione nel suo paese. Dopo la sua ricomparsa in pubblico avvenuta due mesi fa, questa è la prima volta che fa riferimento a Cuba; durante infatti le precedenti apparizioni aveva sempre e solo parlato del rischio di una guerra nucleare tra Stati Uniti e Iran. Dopo quattro anni di malattia, che lo hanno portato ad allontanarsi dalla scena politica nazionale e internazionale, ora sembra che Castro, 84 anni, sia ritornato dopo la sua prima apparizione pubblica dello scorso 7 luglio. E adesso, durante l’intervista concessa a Jeffrey Goldberg del giornale americano The Atlantic, Fidel Castro rivede la sua idea sul socialismo come modello più adeguato per Cuba, introdotto da egli stesso nel 1959; appoggia quindi così l’idea di cambiamento del fratello, Raul, salito al potere nel 2006 dopo il ritiro dalle scene da parte di Fidel.
Infatti, nel 2007, un anno dopo essere arrivato alla presidenza, Raul Castro aveva dichiarato che ci sarebbero stati dei “cambiamenti strutturali” nel paese: gli stipendi medi mensili dei cubani, che si aggirano attorno ai 20 dollari, non sono più adeguati ai tempi e bisogna quindi apportare dei cambiamenti. Durante la prima sessione parlamentare di quest’anno, che si è tenuta in agosto, Raul Castro ha dichiarato che, per la prima volta, il governo affiderà i negozi in gestione ai dipendenti; in questo modo aumenterà il numero di liberi professionisti e diminuirà quello degli impiegati statali. Ha tenuto però ha sottolineare che il governo cubano non vuole puntare al libero mercato ma a far sì che il sistema socialista possa diventare “sostenibile” per il futuro; il ministro dell’Economia, Marino Murillo, ha poi precisato ai giornalisti “questo è un aggiornamento del modello economico cubano retto dalle categorie economiche del socialismo e non del mercato. Rimarrà la pianificazione centralizzata. La proprietà non sarà consegnata ai dipendenti“.
Fonte | Corriere della Sera
Gio 09/09/2010 da Eleonora Gionchi in Cuba, Fidel Castro, Raul Castro











