Crozza, Monti-Robot chiama il Papa: ‘Dovete pagare l’Ici…’

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Maurizio Crozza ha aperto, come di consueto, la puntata settimanale di Ballarò. Il comico genovese per una volta è riuscito a strappare un sorriso ad Angelino Alfano, segno che questa lontananza dai riflettori da parte dei politici qualche cosa di positivo, anche se in piccolo, lo sta facendo. Il monologo di Crozza ha avuto come protagonisti, il governo, i politici che inciuciano, ma soprattutto il Papa Benedetto XVI e Mario Monti, o come lo chiama Crozza, Monti-Robot.

L’apertura è dedicata agli incontri dei politici nel tunnel del Senato, un po’ come i cristiani nelle catacombe, molto divertente l’imitazione di Pier Luigi Bersani smarrito e tutto solo al buio. Il segretario del PD è diventato, da anni, un cavallo di battaglia di Maurizio Crozza, tanto da pensare che l’imitazione è meglio dell’originale, imperdibile la sua versione de “Il settimo sigillo” andata in onda ad Italialand la settimana scorsa. Dalle riunioni sospette dei politici, “Alfano, Bersani, Casini, l’A B C dell’inciucio”, si passa al nuovo governo. Una piccola citazione per il neo ministro Patroni Griffi che offre una buona sponda per lanciare l’imitazione dell’ex ministro Renato Brunetta, e poi si passa al pezzo forte della serata.

Il Mario Monti-Robot di Maurizio Crozza è stata un’intuizione geniale, che fin dal primo monologo è risultato subito un successo. Ieri sera il comico genovese ha superato se stesso, lo scherzo telefonico tra Monti ed il Papa sfiora la perfezione come tempi e come rapidità. L’imitazione del Presidente del Consiglio, o forse sarebbe meglio dire la parodia, rende benissimo su tempi brevi e con battute fulminanti. Attraverso l’umorismo elementare di Monti-Robot, Crozza riesce a lanciare dei veri e propri sassi.

La chiusura riserva la frecciata avvelenata, si parla di Marcello Dell’Utri e delle indagini per mafia che lo riguardano, sempre più numerose, “Ormai Dell’Utri è come un goal di Messi, dopo un po’ non fa più notizia”, questa volta Alfano non ride.

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Luigi Murtas 7 dicembre 2011 08:27
Subtract karmaAdd karma

Sarà anche bravo a fare le imitazioni, ma qualcuno gli vorrebbe cortesemente spiegare che la Chiesa paga giò l’ICI per tutti gli immobili non destinati ad attività no profit, esattamente come qualunque cittadino o istituzione italiana?

E gli vorrebbe anche gentilmente spiegare che le esenzioni di cui godono gli enti ecclesiastici per le attività non profit sono esattamente le stesse, precise, identiche esenzioni di cui godono tutte le associazioni di volontariato, solidarietà, partiti e sindacati, compresi quelli di cui – non ne dubito – fa parte anche Crozza?

Chissà se lo capisce, con quella testa di melone che si ritrova.

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