Crimini Bianchi: polemica sulla fiction della Malasanita’

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Presto in televisione andra’ in onda una nuova fiction ambientata in un ospedale. Ma per una volta non si parlera’ solamente del lavoro dei medici e degli infermieri: si parlera’ soprattutto di Malasanita’. Crimini Bianchi, infatti, e’ una serie tv di Canale 5 che parla di diritti dei malati e degli errori di alcuni addetti ai lavori. E, ovviamente, in vista della prima puntata, non mancano le lamentele.

L’Associazione Medici Accusati di Malpractice Ingiustamente e’ insorta: “Una fiction dove già dal titolo i medici sono additati come criminali da punire, la dice lunga. Non solo non è imparziale, ma sembra voglia appassionare la gente contro medici e Sanità in genere“. Ed e’ soprattutto il titolo della fiction a destare il massimo sdegno. E le Associazioni chiedono l’intervento del Garante: “Dato il potere della televisione, il pubblico italiano sarà ulteriormente condizionato da questa fiction, che getterà fango sull’intera categoria, causando un’impennata di cause contro i medici: un florido giro d’affari per avvocati e avvocaticchi. Proponiamo dunque che gli organismi che ci tutelano chiedano al Garante per le telecomunicazioni di fermarne la messa in onda. E il 26 settembre si terrà un congresso proprio su questi problemi: ne uscirà un documento“.

L’ideatore di questa serie, pero’, si difende: “Non è contro i medici, ma solo una serie che intende puntare il dito sui casi di malasanità, su coloro che commettono errori e non vogliono ammetterlo, sui troppi interessi che ruotano intorno, su primari e primarietti raccomandati, sulla politica che dovrebbe fare un passo indietro“.

Fonte | Corriere

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Eh... 23 settembre 2008 18:47
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“su coloro che commettono errori e non vogliono ammetterlo”

già. perché sta proprio lì lo scandalo: errare è umano, si sa, ma perseverare cos’è? se un ammalato ti supplica perché sta male… cosa sei, tu, medico (che hai giurato su Ippocrate, forse su dio, su un codice deontologico… e chissà su chi o cos’altro…), per lasciarlo in balia di se stesso, forse anche a morire?
Ecco. Forse molti medici non sanno al servizio di chi o di cosa lavorano.
Non sanno che cos’è il rispetto per i malati, l’umanità per chi è tremendamente umano; e fragile.
E allora anche le fiction vanno bene, se per acquisire rispetto verso chi ha bisogno di te c’è bisogno delle cause degli “avvocatelli” e dell’ira dell’opinione pubblica.

Perché chi studia per anni, soldi, libri, posti rubati… e non maltratti, dimetta, uccida qualcuno perché boh… non è di sua competenza! e poi quel qualcuno è morto*.

*signor (primario?) N. Cascavilla (amatologo dell’ospedale “casa sollievo della {pffui} sofferenza”, San **** Rotondo)

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SirLX 23 settembre 2008 19:20
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Chissà perchè non esce una fiction sulla malapolitica…

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Lady V 2 ottobre 2008 20:35
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Finalmente una fiction che parla di cronaca, di fatti ahinoi veramente accaduti. Rimane comunque una fiction, ma a mio avviso le polemiche dei Medici (la categoria è mal rappresentata? ma come: gli eroi/protagonisti son essi stessi medici!) hanno fatto in modo che i giuochini dei palinsesti incastonassero Crimini Bianchi nella serata del mercoledì tra Carrà e partite (dunque, audience pari al 14% scarso, quindi NULLA!). Bravi, ci siete riusciti, il boicottaggio è avvenuto. Questa è l’Italia! Sono indignata.

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