Costa Concordia, spunta una nuova telefonata di Schettino: “Ho sentito un colpo: Bum”

Francesco Schettino torna protagonista con una nuova telefonata avvenuta la notte del naufragio della Costa Concordia e mezz’ora prima della celeberrima conversazione con De Falco, quella del “Vada a bordo ca**o”. Lo riporta il Tgcom che online pubblica l’audio della chiamata, effettuata dal comandante della Concordia all’una circa alla capitaneria di porto di Roma. Dalla capitale chiedono cosa sia successo. “Eravamo al Giglio quando ho sentito un colpo improvviso: Bum!“, le parole riferite dal comandante della nave.
La telefonata inizia con il comandante della capitaneria di Roma che chiede come sia successo.
“Com’è avvenuta, prima il black out o avete preso qualcosa in mare, uno scoglio o cosa?” chiedono da Roma.
“Dovevamo fare una navigazione turistica sotto l’isola qua, al Giglio. Praticamente ho sentito un colpo e abbiamo fatto blackout“, risponde Schettino che dà le coordinate della nave. “Ci stava acqua e di colpo ho sentito BUM!. Adesso ho fatto scaricare il VDR, ho detto al comandante in seconda di fare il download del VDR … e niente, adesso vediamo le cause. Io sono stato sul ponte“, continua prima di raccontare come abbia tentato di mettere in salvo i passeggeri prima di abbandonare la nave.
Per sentire l’audio della telefonata cliccate qui
11 aprile 2012 – Costa Concordia, Schettino a pranzo dai parenti a Pasqua. Confermati i domiciliari
Pasqua con i parenti per Francesco Schettino. L’ex comandante della Costa Concordia, indagato per i reati di omicidio colposo plurimo, abbandono della nave, naufragio, comunicazione non corretta alle Capitanerie di porto, ha avuto tre ore di permesso dal giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio per trascorrere il pranzo di Pasqua a casa della sorella. Schettino è potuto uscire dalla sua abitazione di Meta di Sorrento, in provincia di Napoli, dove è agli arresti domiciliari. Di questo permesso però la Procura di Grosseto, che indaga sul naufragio all’isola del Giglio dello scorso 13 gennaio, non era stata informata, anche perché gli sarebbe stato negato, come ha dichiarato il procuratore capo Francesco Verusio. Nel frattempo nella giornata di martedì sono stati confermati i domiciliari per Schettino.
L’ex comandante della Concordia infatti aveva fatto ricorso tramite i suoi avvocati contro l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Firenze del 7 febbraio che aveva confermato gli arresti domiciliari.
Anche la Procura aveva presentato ricorso, ma per chiedere la custodia in carcere: martedì i giudici della Suprema Corte hanno rigettato entrambi i ricorsi, confermando i domiciliari per l’ex comandante.
Schettino però è comunque riuscito a ottenere tre ore di permesso per uscire dalla sua abitazione e trascorrere il pranzo di Pasqua a casa della sorella, seguito dalle telecamere del Tg5 che l’hanno ripreso all’entrata e all’uscita, alle 12.45 e alle 15.54.
Il tutto mentre la Procura continua a indagare sulla scatola nera e mentre dall’estero continua a muoversi la magistratura: l’ultima è dei giorni scorsi quando è arrivata al tribunale di Miami la class action di 39 superstiti del naufragio che hanno chiesto 520 milioni di dollari come risarcimento. A fine marzo inoltre nel porto di Galveston, in Texas, la nave Triumph della Carnival/Costa è stata sequestrata su ordine del tribunale, dopo la denuncia di un ragazzo tedesco che ha perso la madre nel naufragio.
29 marzo 2012 – I fondali dell’isola del Giglio prima del naufragio [VIDEO]Il disastro della Costa Concordia ha causato dolore, morte e distruzione. Il naufragio, che è costato la vita a 32 passeggeri, rischia di rovinare anche un patrimonio naturale come i fondali dell’isola del Giglio, in particolare Punta Gabbianara dove la nave si è incagliata. Una perdita che rischia di essere enorme: il paradiso marino è stato salvato dal carburante ma ora potrebbe essere a contatto con materiali inquinanti e potremmo perderlo per sempre. A lanciare l’appello è il regista Stefano Angiolini che ha ricostruito com’erano i fondali prima dell’impatto della nave. Immagini splendide, che raccontano la biodiversità del mare in quel tratto della costa e che potremmo non rivedere più.
Nonostante il recupero del carburante, i pericoli sono dovuti anche alle tante sostanze chimiche e inquinanti che erano presenti sulla nave al momento dell’impatto. Una prima stima era stata effettuata da Greenpeace che continua a tenere alto il livello di guardia sulla salute delle acque al largo del Giglio.
La situazione potrebbe essere molto più grave e un patrimonio della natura come Punta Gabbianara, amata dai sub in tutto il mondo potrebbe non tornare più come prima, quando pesci, spugne, rocce e crostacei abitavano quelle acque.
La parte più complicata arriva adesso, dopo la rimozione del carburante, quando l’attenzione dei media inizia a calare e il mare potrebbe essere di nuovo in pericolo, senza che nessuno ne parli più.
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Ven 11/05/2012 da Lorena Cacace in Costa Concordia, Disastri Navali, Francesco Schettino, Naufragio Costa Confordia












