Costa Concordia, proteste e class action contro i risarcimenti

La Costa Crociere, armatore della Costa Concordia, in accordo con alcune associazioni dei consumatori ha stabilito un ammontare economico come risarcimento per tutti i passeggeri della nave affondata al largo dell’Isola del Giglio. Ovviamente si tratta di un risarcimento valido per coloro i quali non hanno riportato ferite. Chi fosse rimasto ferito e soprattutto i nuclei familiari che hanno dovuto sopportare la perdita di un parente avranno un trattamento economico diametralmente differente.
In termini pratici il risarcimento è stato stabilito in 14.000 Euro pro-capite, quindi anche i bambini piccoli, che magari non avevano pagato per essere a bordo, o altri tipi di biglietti di favore, avranno diritto al pieno rimborso. I 14.000 Euro sono formati da una quota di 11.000 Euro di rimborso per lo stress subito ed ulteriore 3000 Euro a titolo di indennizzo. All’interno di questa somma non sono compresi i beni materiali dichiarati al momento dell’imbarco. Per quelli, nel caso non dovessero essere recuperati, ci sarà da stabilire un risarcimento a parte.
Questa decisione non è andata bene a tutti i passeggeri ed a tutte le associazioni, alcune delle quali costituitesi spontaneamente dopo il naufragio. In particolare sei passeggeri, quattro di nazionalità americana, hanno presentato una richiesta di risarcimento direttamente alla Carnival Corporation che è la proprietaria della Costa Crociere ed ha sede a Miami negli Stati Uniti. Ad occuparsi della richiesta è stato l’avvocato Marc Bern che ha denunciato la Carnival Corporation per negligenza marittima in seguito alle manovre di avvicinamento alla costa e di gestione dell’evacuazione. Le coppie in questione, rispettando lo stile americano, hanno chiesto l’esorbitante cifra di 350 milioni di Euro. Ovviamente la compagnia ha rifiutato ed ora si attendono gli sviluppi legali.
La proposta di risarcimento non è stata presa bene da tutti anche in Italia. In Sicilia in particolare si è costituita un’associazione di vittime del naufragio della Costa Concordia che ha deciso di non accettare la proposta perchè, “L’offerta è nata da una trattativa sbrigativa, quasi da mercato, e sembra fatta apposta per approfittare dei soggetti più deboli, quelli, cioè, che hanno perso tutto, soldi, vestiti, valigie ed anche la speranza di una bella vacanza. Con questa la proposta indecente, Costa sembra volerci dire che o vi prendete 11 mila euro oppure mi dovete fare causa e poi non c’è niente di sicuro. Ma la realtà è ben diversa: anche se si accetta l’offerta di Costa si può chiedere dopo lo stesso un ulteriore risarcimento se ci si dovesse ammalare successivamente o se i nostri figli non riusciranno a dormire la notte per lo choc subito”. L’impressione generale è che si sia solo all’inizio di una lunga battaglia legale.
Sab 28/01/2012 da Fabio Pagano












