Costa Concordia, le surreali telefonate del comandante Schettino

I film, i libri ed i racconti ci hanno abituato alla figura romantica del comandante che è l’ultimo ad abbandonare ad abbandonare la nave, ed in effetti così dovrebbe essere. Nel caso del “Concordia” della Costa Crociere, affondato il 13 gennaio al largo dell’Isola del Giglio, sembra che le cose non siano andate proprio così. Il comandante Francesco Schettino è stato uno dei primi a fuggire, posizionandosi al sicuro a “coordinare” l’evacuazione.
La conferma di quanto accaduto arriva dalla trascrizione delle telefonate tra la Capitaneria di Porto e lo stesso comandante. Quindi mentre a bordo la paura ed i morti aumentavano, e dopo aver ritardato inspiegabilmente l’inizio della procedura d’evacuazione, il comandante Francesco Schettino, parlando a telefono, diceva, “A bordo ci sono ancora 2-300 persone, Ora torno sul ponte. Ero andato a poppa per capire cosa stava succedendo”. Siamo alle 0.32 e sono passati solo 40 minuti dall’inizio dell’evacuazione, sufficienti, secondo il comandante per evacuare oltre 4000 persone. In realtà i passeggeri hanno iniziato da pochi minuti, e alla domanda della capitaneria di porto, “Rimarrà solo lei a bordo?”, il comandante con sprezzo del pericolo, dagli scogli, risponde, “Si penso di rimanere solo io”.
Passano dieci minuti, e mentre i passeggeri cominciano a lanciare i primi segnali di aiuto via Facebook e Twitter, il comandante Schettino risponde ad una seconda telefonata della Capitaneria di Porto. Nella sua mente l’evacuazione è stata quasi portata a termine, “Ho chiamato la società , mancano ancora 100 persone”, ma poi commette un errore, “Non possiamo salire più a bordo perché stava appoppando. Abbiamo abbandonato la nave”. La Capitaneria di Porto inizia a sospettare qualcosa e chiede, “Comandante lei ha abbandonato la nave?”, ma Schettino li rassicura immediatamente, “No, no macchè abbandonato la nave”. Passa un’ora ed ormai non c’è più molto da nascondere, la Capitaneria di Porto assume il comando, “Comandante, è un ordine, ora comando io. Lei ha dichiarato l’abbandono nave, vada a prua, risalga sulla nave e vada a coordinare i soccorsi. Ci sono già dei cadaveri“, Schettino, ormai in evidente stato confusionale chiede, “Quanti?”, ed a questo punto la Capitaneria sbotta, “Deve dirmelo lei, cosa vuole fare, vuole andare a casa? Lei ora torna sopra e ci dice cosa si può fare, quante persone ci sono e di cos’hanno bisogno”. Tuttavia non rientrerà più a bordo.
Chiunque può perdere la testa davanti ad un errore o ad una situazione tragica, tuttavia ci si aspetta che chi è stato scelto per un ruolo di grande responsabilità come quello di comandare una nave con oltre 4000 persone a bordo, abbia maggior sangue freddo e maggior coraggio. Soprattutto se, come pare, è stato il suo comportamento a provocare la tragedia.
Mar 17/01/2012 da Fabio Pagano in Costa Concordia, Disastri Navali, Francesco Schettino, Naufragio Costa Confordia












