Corte di Cassazione: la gelosia non e’ un’aggravante

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Foto: Gelosia

La gelosia non puo’ essere un’aggravante in caso di omicidio. Se decidete di uccidere vostra moglie, o vostro marito, perche’ spinti dalla gelosia, questa non puo’ essere considerata come un’aggravante. E quindi la pena che vi verra’ inflitta sara’ quella normale di un omicidio.

Questa e’ la storia giudiziaria di un uomo, immigrato, che nel 2006 uccise la sua donna italiana, ferendola mortalmente con un coltello da cucina. Il tutto dopo una lunga serie di persecuzioni, di abusi e di minacce di morte che poi si sono tradotte in un omicidio.

Il Tribunale di Milano lo ha condannato per omicidio. Condanna poi confermata dalla Corte d’appello, che parlava di omicidio senza l’aggravante dei futili motivi. E sapete quanto e’ stata la sua condanna? 14 anni di prigione (che al di la’ dei futili motivi o validi che siano, ci sembrano un po’ pochi per un omicidio!!!!). Il Procuratore allora chiese l’aggravante. Ma i giudici della Corte di Cassazione hanno respinto la richiesta.

Secondo i giudici si tratta di un crimine per passione, non esiste alcun “motivo abietto e futile“. L’aggravante viene data solamente quanto l’omicidio e’ causato da uno “stimolo esterno così lieve, banale e sproporzionato, rispetto alla gravità del reato, da apparire per la generalità delle persone, assolutamente insufficiente a provocare l’azione delittuosa, tanto da poter considerarsi più che una causa determinante l’evento un pretesto per dare sfogo all’impulso criminale“. E la gelosia non rientra in questi parametri!

La gelosia non sara’ un futile motivo per uccidere, ma e’ comunque morta una donna, uccisa da una persona che l’ha perseguitata a lungo, fino a farla fuori. 14 anni di prigione non sono certo una pena sufficiente: cosa ne pensate?

Immagini prese da:
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Fonte | La Stampa

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