Corrado Calabro’: senza la liberta’ di stampa non siamo cittadini, ma sudditi

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Corrado Calabro’

Corrado Calabro’ parla della Legge Bavaglio. Il Presidente dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, infatti, era ospite al Premio Tropea, come poeta. In questa sede l’uomo ha parlato della questione del Ddl sulle intercettazioni telefoniche, da molti visto come un testo che limita la liberta’ di stampa e di informazione nel nostro paese, da qui il nome di Legge Bavaglio. Appellandosi all’Articolo numero 21 della nostra Costituzione, oltre che ai principi fondamentali dell’Unione Europea e al Trattato di Lisbona, Corrado Calabro’ parla della necessita’ di tutelare la privacy, ma anche della liberta’ di informazione.

Senza libertĂ  di informazione, non siamo cittadini ma siamo sudditi“. Queste le parole di Corrado Calabro’ in merito al Ddl sulle intercettazioni telefoniche, al vaglio del governo proprio in questi giorni. Il Garante ha poi sottolineato anche l’”esigenza di tutelare la dignitĂ  e la riservatezza“, come un diritto fondamentale, che pero’ non deve mai consentire di oscurare la mente.

Corrado Calabro’ ha ricordato che il pluralismo e’ un valore assolutamente prezioso, garantito, tra l’altro dalla Costituzione: e’ un antidoto in grado di tutelare la possibile prevaricazione di una determinata stampa, con il conseguente rischio di un appiattimento culturale su un pensiero unico.

Anche Alicia Gimenez-Bartlett dallo stesso palco ha parlato della stampa, affermando che ha troppo potere, mentre Gad Lerner ha aggiunto che questo e’ un problema, ma non tale da limitare la liberta’ di espressione e di informazione: il giornalista di La7 ha anche criticato duramente il sistema televisivo italiano.

Fonte | Corriere

Lun 19/07/2010 da Patrizia Chimera in ,

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