Contratti a progetto: i lavoratori di un call center devono essere assunti come dipendenti

La legge parla chiara: può sottoscrivere un contratto a progetto quel lavoratore indipendente che può svolgere il proprio lavoro anche da casa, con mezzi propri, senza dover sottostare a orari e luoghi stabiliti dal datore di lavoro. Eppure quante persone conosciamo che hanno un contratto a progetto eppure lavorano come dei dipendeni? E’ il caso degli operatori dei call center, che sono chiamati ad avere orari fissi e a lavorare presso la ditta che dà loro il lavoro. Niente di più lontano dal cosiddetto lavoratore a progetto. E non lo pensiamo solo noi: lo pensa anche la Corte di Cassazione.
I giudici hanno infatti stabilito che chi, come gli operatori dei call center, sono costretti ha lavorare seguendo un determinato orario e usando strumenti e ambienti lavorativi messi a disposizione dal datore di lavoro devono avere un contratto da dipendenti. Secondo la Corte Suprema “l’elemento decisivo che contraddistingue il rapporto di lavoro subordinato dal lavoro autonomo è l’assoggettamento del lavoratore al potere direttivo, disciplinare e di controllo del datore di lavoro ed il conseguente inserimento del lavoratore in modo stabile ed esclusivo nell’organizzazione aziendale“.
I giudici “hanno ritenuto sussistente la subordinazione per il fatto che le persone impiegate erano tenute ad osservare un orario, che dovevano giustificare le assenze, che si avvalevano di attrezzature e materiali forniti dalla società e che si dovevano attenere alle direttive del datore di lavoro“. Giustizia 1 precariato 0: servirà a qualcosa questa sentenza?
Fonte | Rainews24
Mer 16/04/2008 da Patrizia Chimera in Call Center, Corte Di Cassazione




![Bimbo in triciclo in mezzo al traffico. La morte lo sfiora [VIDEO]](http://static.haisentito.it/147X94/www/haisentito/it/img/bimbo-triciclo.jpg)


