Conflitto d’interessi. A sinistra
Solitamente quando sentiamo dire le parole “conflitto d’interessi” siamo abituati ad associarle a Silvio Berlusconi: solitamente lui, e la destra in generale, viene utilizzato come esempio per spiegare in cosa consiste questo conflitto. Ma in Valle d’Aosta c’è stato un rovesciamento delle parti. E a praticare il conflitto d’interessi è stata proprio la sinistra, che strenuamente osteggia il fenomeno. Ma vediamo nel dettaglio cosa è successo. La Valle d’Aosta è una regione governata dai partiti di centrosinistra. Il consiglio regionale ha deciso di salvare un’azienda in crisi. E, guarda a caso, proprio quell’azienda appartiene alla famiglia di un assessore.
Si tratta di una pura coincidenza o il conflitto d’interessi è una malattia da cui neanche la sinistra è immune? La giunta ha deciso di intervenire utilizzando cinque milioni e mezzo di denaro pubblico per salvare questa industria metalmeccanica sull’orlo di una grave e insanabile crisi. L’azienda è la Tecnomec, si trova ad Arnad ed è di proprietà del marito di un assessore della giunta comunale. La ditta, dal 1969 fornitrice di materiale per la Fiat, dopo la crisi della casa automobilistica si è ritrovata nei guai. Ma niente paura, ci pensa la Regione a salvarla: o ci pensa solamente la mogliettina?








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