Colombia: l’italiano Paolo Pravisani condannato

Paolo Pravisani condannato per turismo sessuale. In Colombia, per la prima volta, un turista straniero e’ stato condannato per pedofilia: giovedi’ sera l’udienza a Cartagena durata per molte ore, con protagonista sul banco degli imputati il 72enne originario di Udine, condannato dai giudici per pedofilia, detenzione di materiale compromettente e induzione alla prostituzione. L’accusa contro Paolo Pravisani era quella di aver pagato delle minorenni per abusare sessualmente di loro e di aver pagato delle donne per avere dei rapporti con minori in sua presenza.
Il giudice ha stabilito che, fino alla sentenza definitiva, quando verra’ fissata la pena, Paolo Pravisani sara’ rinchiuso nella prigione di Ternera e lascera’ la clinica psichiatrica dove ha vissuto finora. Insieme a lui, sono state condannate anche Hilda MartĂnez e AngĂ©lica Tovar per aver avuto rapporti sessuali con minori di 14 anni e per essere state complici dell’uomo.
La storia e’ nota ai piu’, perche’ riportata da diversi media e raccontata anche da Terre des Hommes, che opera nel paese in difesa dei diritti dei minori, che in Colombia vengono sfruttati sessualmente: il 23 febbraio del 2009 la polizia trova nella casa di Cartagena di Paolo Pravisani un ragazzino di 15 anni, nudo, agonizzante, con evidenti segni di violenza. L’italiano era accanto a lui in mutande, ubriaco. Il ragazzo, purtroppo, morira’ poche ore dopo in ospedale.
Il ragazzino 15enne e’ morto per una forte overdose di cocaina, per questo l’italiano, presso il quale il giovane lavorava come domestico, non viene accusato di omicidio. Nella sua casa viene trovato del materiale compromettente , con minori che compiono atti sessuali e in alcune fotografie compare lo stesso Paolo Pravisani. L’uomo viene arrestato e portato in carcere, per essere trasferito poco dopo in una clinica psichiatrica, dove ha vissuto fino alla condanna.
Raffaele K. Salinari, presidente di Terre des Hommes, ha definito storica questa sentenza, la prima che condanna uno straniero per turismo sessuale. “Finalmente si spezza il cerchio di omertĂ e complicitĂ che da anni si chiudeva attorno alle tante vittime della prostituzione infantile e copriva gli sfruttatori ed i clienti“.
Fonte | Corriere
Ven 16/07/2010 da Patrizia Chimera in Colombia, Tribunale




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