Il Codice vince ancora

Dan Brown e il suo bestseller alla fine ce l’hanno fatta: “il Codice da Vinci non è un plagio”. Così l’Alta Corte di Londra si è pronunciato in merito al contenzioso che vedeva da un lato lo scrittore del libro più letto degli ultimi anni difendere la sua opera e dall’altro gli storici Michael Baigent e Richard Leigh scrittori di un altro testo sul tema, “The Holy Blood and the Holy Grail”, accusarlo di aver copiato di sana pianta il loro libro. Così si conclude la guerra legale avviata dalle due case editrici: “Il Codice da Vinci” si è meritato il suo successo e per diventare un bestseller non ha copiato da nessun altro libro già esistente. I due storici dovranno farsene una ragione.
Il processo per stabilire l’operazione di plagio o meno è durato più di un mese. Ma alla fine il giudice che si è occupato del caso, Peter Smith, ha dato il suo verdetto, tanto atteso dai fan del libro e lo stesso Dan Brown, soddisfatto della sentenza. “I libri sono una parte importante della nostra cultura, questo è un bel giorno per quelli che scrivono e per quelli che si divertono a leggere”. Questo caso non ha fatto altro che portare nuovamente il romanzo alla ribalta della cronaca: pensate, oggi dopo anni dall’uscita del romanzo, “Il Codice da Vinci” è nuovamente in vetta alle classifiche dei libri più venduti.








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Commenti (2)
E come poteva essere altrimenti:i due storici con questa causa hanno fatto un favore a Dan Brown.Tra l’altro io lo adoro come scrittore!
Ma era ovvio che vincesse la causa. Non è plagio se uno legge un saggio e poi decide di utilizzare alcune sue idee per farci un romanzo.