Claudio Scajola: il mistero dell’appartamento a Roma

Claudio Scajola e’ al centro di un giallo che riguarda l’acquisto di un appartamento a Roma, in zona Colosseo. La casa venne acquistata nel 2004 e riguarda l’ormai famoso costruttore Diego Anemone, gia’ coinvolto nel caso degli appalti per la zona dell’Aquila distrutta dal terremoto. Secondo alcuni testimoni, che smentiscono la versione del ministro, lui consegno’ 80 assegni circolari, per un totale di 900mila euro. I soldi erano stati messi a sua disposizione proprio dal costruttore: ecco cosa emerge da questa indagine portata avanti alla magistratura di Perugia.
L’inchiesta parte da 240 conti correnti che venivano gestiti da Angelo Zampolini, un architetto al quale il costruttore si affidava per alcune misteriose operazioni. “Trasferimenti di denaro effettuati nell’ambito di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e al riciclaggio, afferma l’accusa.
La Guardia di Finanza, intanto, indaga sull’elenco di appalti pubblici che vennero affidati ad Anemone, oltre che a quelli privati affidati da alcuni personaggi che lavorano per lo stato. E veniamo, dunque, al caso Scajola. Il 6 luglio 2004 il ministro si incontro’ con le due proprietarie dell’appartamento, presso il Ministero delle Attivita’ Produttive, per il rogito. Zampolini afferma che aveva prelevato i circolari dalla Deutsche Bank e li aveva consegnati al ministro, mentre le due proprietarie aggiungono: “Fu proprio Scajola a prendere i titoli e a consegnarceli. Ma nell’atto non figura questo passaggio perchĂ© ci eravamo accordati per denunciare soltanto 600.000 euro“. Una quarta conferma di questo passaggio arriva dal notaio.
Ora i finanzieri dovranno capire da dove arrivavano quei soldi che il ministro ha messo a disposizione per acquistare la casa. Zampolini nel suo verbale racconta: “Diego Anemone mi incaricò di trovare un appartamento per Scajola. Di questa vicenda era informato anche Angelo Balducci. Inizialmente visionammo un altro immobile nella zona del Gianicolo, ma il ministro mi spiegò che non gli piaceva e così gli proposi quello al Colosseo che poi effettivamente venne acquistato. La procedura fu quella seguita solitamente: versai sul mio conto corrente i soldi messi a disposizione da Anemone e poi provvidi a prelevarli sotto forma di assegni circolari“. Parole che smentiscono quelle rilasciate dal ministro, al quale Silvio Berlusconi ha gia’ chiesto di rimanere.
Immagine presa da:
www.forzaitaliacorinaldo.it.
Fonte | Corriere
Ven 30/04/2010 da Patrizia Chimera in Claudio Scajola, Roma, Tangenti











