Cinema 3D: ammessi solamente gli occhiali usa e getta

L’altro giorno vi avevamo riportato il caso di una bambina colpita da un’infezione dopo aver visto Alice in Wonderland in 3D. Sotto accusa, gli occhiali 3D che ci vengono dati quando andiamo al cinema per seguire uno dei film tridimensionali che, ormai, ci vengono proposti ogni giorno. Ora questo caso e’ arrivato anche al Ministero della Salute, che ha deciso di proibire, su parere del Consiglio Superiore della Sanita’, gli occhiali 3D che non sono monouso. Saranno ammessi solamente gli accessori usa e getta, perfettamente confezionati. Questa decisione rischia di far chiudere molte sale.
Ecco cosa impone la Circolare del Ministero della Salute: il testo vieta l’utilizzo di occhiali 3D per i minori di sei anni, mentre gli adulti potranno utilizzarli solamente per un tempo limitato (dovranno essere previsti intervalli piu’ lunghi). Inoltre, passo piu’ importante, gli spettatori dovranno utilizzare occhialini 3D monouso. Esclusivamente quelli.
Meta’ della sale cinematografiche italiane, che offrono i film in 3D, potrebbero chiudere: attualmente sono 3mila le sale in Italia, piu’ di 500 sono 3D, che entro la fine dell’anno potrebbero diventare 750. La causa principale e’ l’ultimo obbligo dato dal ministero della salute: per molte sale sara’ difficile adeguarsi a questa nuova norma, anche perche’ finora, nelle sale cinematografiche, vengono usate tre diverse tecnologie. Solo il Real D ha gli occhiali usa e getta, mentre le altre tecnologie usano occhiali particolari e diversi, dai costi troppo alti.
Le associazioni degli esercenti insorgono: “Siamo di fronte ad una vera e propria campagna di ingiustificato allarmismo e di non corretta informazione. Al fine di scongiurare l’adozione di azioni restrittive della libertĂ di mercato e di non contribuire a procurare allarme ingiustificato, si ricorda che oltre 14 milioni di spettatori hanno visto in Italia film in 3D decretando un successo in costante crescita e che gli episodi conosciuti di reali conseguenze a seguito della visione di questi film che richiedono l’uso degli occhiali sono assolutamente trascurabili. Non neghiamo l’autorevolezza del Consiglio Superiore della SanitĂ , ma ci domandiamo come mai non siano state ascoltate le aziende produttrici, come mai non siano state ascoltate le aziende dell’esercizio, come mai non siano state valutate le differenze tra i vari sistemi di proiezione, come mai non si sia entrati nel merito specifico“.
Immagine presa da:
www.tomshw.it.
Fonte | Corriere
Gio 18/03/2010 da Patrizia Chimera in Film, Malattia











