Cina: il decimo suicidio nella fabbrica che assembla l’iPad

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Foxconn cina

Un altro suicidio nella fabbrica Foxconn a Shenzhen, nella Cina meridionale. E’ il decimo suicidio in cinque mesi. L’azienda, che si occupa di assemblare prodotti tecnologici, tra cui anche quelli della Apple, ha già obbligato i propri dipendenti a firmare un foglio in cui si impegnano a non suicidarsi. Prima di questo operaio, altri due avevano tentato di togliersi la vita non riuscendoci, mentre due vittime erano state trovate morte nei dormitori aziendali.

Una delle vittime, Nan Gang, aveva solo 21 anni, prima di lui si era già suicidato un ingegnere che era stato accusato di aver rubato un prototipo dell’Ipod e, dopo essere stato sottoposto a forti pressioni psicologiche, era stato incoraggiato al suicidio.

Non sono comunque i primi casi questi; nel 2006 la Apple, che in questa fabbrica sta facendo assmblare gli iPad, aveva già avviato un’indagine in questa azienda dove vi lavorano 300 mila persone, che però non aveva portato a dei risultati certi, se non la documentazione delle condizioni di invivibilità presenti all’interno dei dormitori. Un giornalista del Southern Weekly si è introdotto nell’azienda e, telecamera alla mano, ha mostrato la situazione in cui sono costretti a lavorare gli operai, tra soprusi e torture fisiche.

L’azienda nega ovviamente ogni cosa; dal canto suo ha mandato un team di psicologi che affiancheranno i lavoratori oltre a un gruppo di monaci buddisti che li conforteranno.

Immagine tratta da: www.blog.panorama.it

Fonte | Corriere della Sera

Gio 27/05/2010 da Eleonora Gionchi in , ,

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